Just like a woman

Dopo la tappa inglese del suo piccolo ma interessante London River il viaggio oltreconfine del franco-algerino Rachid Bouchareb si ferma negli Stati Uniti per raccontarci la storia di una amicizia tra donne nata sullo sfondo della sofferenza comune. La prima, Marilyn, è una donna insoddisfatta la cui esistenza si consuma giorno dopo giorno nel recinto opprimente di un lavoro senza prospettiva e nella precarietà di una relazione sentimentale a rischio; mentre la seconda, Mona, è una donna musulmana costretta a vivere all’ombra del proprio marito (dal quale non riesce ad avere figli) e di una suocera vessatrice e dispotica. Entrambe “sopravvivono” nel loro spazio e nel loro tempo senza concedersi nulla che non vada oltre una semplice fuga nella danza del ventre. Una passione questa, che inizialmente le accomuna inconsapevolmente, ma che poi si trasformerà nella direttrice unica del loro percorso di redenzione. Dopo aver perso il lavoro e scoperto il tradimento del marito, Marilyn decide infatti di fuggire davvero da Chicago e di sopravvivere grazie agli ingaggi rimediati dal suo insegnante di danza nei più improponibili locali d’America. Per puro caso a fargli compagnia ci sarà proprio Mona, in fuga anche lei dopo aver accidentalmente ucciso la suocera con un cocktail di medicine. Le due si ritroveranno così a vivere la loro rispettiva rinascita, condividendone le diverse emozioni all’insegna di una nuova amicizia da scoprire, della solidarietà femminile e della passione per il ballo.
Dovremmo forse ringraziare quest’ultimo elemento per aver dato connotazione ad una trama che correrebbe il rischio altrimenti di essere confusa con Thelma e Louise. O forse non basta nemmeno questo tassello portante della narrazione a farci dimenticare un’aderenza all’opera mitica di Scott non solo eccessiva ma a tratti anche stucchevole. Il buon Bouchareb appare spaesato nella costruzione di un road movie al femminile e confuso nella messa in scena di una storia forse troppo distante dalle sue reali corde. Sin dalle prime battute si percepisce come l’avventura americana di Just like a woman sia una delle meno ispirate della sua carriera registica e lo scorrere del tempo non fa altro che confermare le sensazioni negative iniziali. Una su tutte, l’evidente assenza di scrittura che appesantisce la pur breve durata della pellicola. Poco energico nell’incedere narrativo, banale in larghi tratti lo script di Just like a woman si perde continuamente in una serie di dialoghi poco significanti (addirittura assurdi in certi casi) e una moltitudine di scelte registiche inconcludenti, la cui unica capacità sembra essere quella di mettere ancor più in mostra l’insufficiente prova attoriale del cast. I personaggi, specialmente quello della scialba Sienna Miller, appaiono come marionette senza anima, mosse da uno spirito rivoluzionario nemmeno troppo veemente (per questo irritante) che sottolineano drammaticamente, grazie ai loro gesti inconsulti, ai teatrini improvvisati e alle mimiche stucchevoli, l’incapacità da parte di Bouchareb di dare il giusto spessore ad argomenti delicati come l’integrazione, la discriminazione, la sofferenza, la redenzione e la fratellanza. Senza uno sviluppo concreto della storia, tra una serie infinita di mancanze, cadute e flessioni varie, il film scorre via lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile e una serie di dubbi inquietanti. E’ legittimo ad esempio che lo spettatore si chieda come si possa arrivare sino in America per produrre un rifacimento di un grande classico svuotandolo oltretutto di ogni tensione emotiva e senso logico. Con degli automi che ripetono azioni e scene prive di utilità davanti ai suoi occhi, capaci solo di mascherare drammaticamente le lacune proprie o altrui.
Regia: Rachid Bouchareb; sceneggiatura: Rachid Bouchareb, Marion Doussot, Joelle Touma; fotografia: Christophe Beaucarne; montaggio: Yannick Kergoat; musica: Eric Neveux; interpreti: Sienna Miller, Golshifteh Farahani, Bahar Soomekh, Tim Guinee, Roschdy Zem; produzione: Arte France, 3B Productions, Doha Film Institute, Cohen Media Group, Minerva Pictures Group; distribuzione: Minerva Pictures; origine: Italia, UK, USA, Francia (2012); durata: 84’; webinfo: http://justlikeawoman-ilfilm.it
