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Kater (Berlinale special)

Pubblicato il 15 febbraio 2016 da Filippo Baracchi

VOTO:

Kater (Berlinale special)

Un gatto attore così convincente, tanto da comparire nei titoli di una pellicola, non si era mai visto.
Bravo il regista Händl Klaus, già Pardo d’argento a Locarno nel 2008, a mettere in scena e a dirigere un attore così particolare. Kater, gatto per l’appunto, é una storia domestica che costruisce il proprio dramma attorno alla figura di Moses, il grazioso gatto che rappresenta metaforicamente l’idillio amoroso di una coppia omosessuale che vive nella tranquilla periferia viennese. La fiducia nella giovane coppia infatti si interrompe, quando Stephan uccide Moses, in uno scatto di ira improvviso. L’idillio da quel momento sembra assumere toni cupi e inquietanti, tanto da produrre una profonda rottura e distacco nella coppia.
Il regista austriaco Klaus è in grado di variare bene tra documentario e finzione, senza trascurare le interpretazioni di un ampio cast di attori, oltre ai protagonisti Andreas e Tomas. Sceglie inoltre, nella migliore tradizione austriaca, la musica classica come elemento drammaturgico per descrivere l’armonia e le dissonanze nella coppia (Stephan insegna infatti musica oltre a suonare in orchestra e la musica é un elemento che lega la coppia) e cura persino in modo lezioso la grafica dei titoli di testa che di coda. L’unico aspetto meno convincente è però l’azione che porta alla rottura tra i due descritta in modo tanto didascalico da risultare artificiosa. Alla fine della pellicola rimangono diverse domande sulla fiducia, il rapporto e il cambiamento.


CAST & CREDITS

(Kater); Regia:Händl Klaus; sceneggiatura: Händl Klaus; fotografia: Gerald Kerkletz; montaggio: Joana Scrinzi; musica:Christof Dienz; interpreti: Lukas Turtur, Philipp Hochmair, Toni, Thomas Stipsits, Manuel Rubey; produzione: coop 99 film produktion; origine: Austria, 2016; durata: 114’


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