Kinky Boots

Può un omaccione di colore, ex pugile e con la passione per il travestimento, risollevare le sorti di una fabbrica di scarpe per uomo a conduzione familiare, sperduta in una bigotta (ma non troppo) cittadina inglese che risponde al nome di Northampton? Beh, come in tutti i film ispirati a storie vere che possono essere tali solo per la loro peculiarità (così english!), la risposta non può essere che... (un pò di suspence non fa mai male!)
Naturalmente il film non si limita a poche righe simpaticamente riduttive: limitarsi a questo sarebbe un crimine nei confronti di Julian Jarrold, il regista, che realizza una deliziosa commedia sostenuta ottimamente da un cast in cui primeggia Chiwetel Ejiofor, in arte Lola.
Come precedentemente accennato, il film si ispira ad una storia vera (opportunamente romanzata dai due sceneggiatori Geoff Deane e Tim Firth), quella di un uomo che ritrovatosi a gestire la fabbrica di scarpe di famiglia, si ritrova impantanato in una situazione economica disastrosa: per evitare di chiudere i battenti, l’uomo devia la sua produzione verso un bacino più... di nicchia, iniziando una produzione di stivali per travestiti (kinky boots appunto).
Se la storia in sé potrebbe far pensare ad un filmetto di bassa lega, la visione della pellicola fuga ogni dubbio: è divertente, ottimamente realizzata e magistralmente recitata. Inoltre, Jarrold è riuscito a non caricare troppo il personaggio di Lola, Drag Queen con vocazioni da cantante, mantenendo in lei/lui una continua vena drag, senza però mai dimenticare l’aspetto umano, sempre ben delineato, con i suoi problemi ed i suoi dubbi, che sono poi anche quelli di molti altri personaggi del film: i temi dell’emarginazione, dell’arrivismo, del diverso, dell’incompatibilità (con le proprie radici, con le persone, con il luogo di lavoro), della crescita e dell’amicizia (virile? Stavolta abbiamo qualche riserva!), sono continuamente accennati o appoggiati ai vari attori che passano sulla scena, da Don il macho braccio di ferro, a Nicola, l’odiosa fidanzata di Charlie, il quale, perno della storia, assieme a Lola forma una coppia in cui tutti questi temi citati vanno ad incastonarsi.
Problema chiave però rimane uno solo: la mancanza di un adeguato mercato per calzature di Drag Queen... del resto è questo che fa girare il film!
Vincitore al MIFF (Milano International Film Festival) del premio per la Miglior Regia, Jarrold realizza un film molto curato a livello dei dettagli (bastino a conferma le scene della produzione delle scarpe) con una regia sapientemente ritmata, a seguire la musica e le situazioni, mantenendo un buon equilibrio estetico: equilibrio che però scema leggermente nella seconda parte del film, a partire da quando Charlie decide di partire per la Fiera della Scarpa di Milano. Ciò non sminuisce però l’opera in generale che, vantando ottimi attori, una sceneggiatura intelligente ricolma di dialoghi imprevedibili e "coloriti" (su tutti "Il sesso è nel tacco!"), un buon regista e delle musiche più che mai accattivanti, si avvia ad essere un piccolo classico della commedia inglese e, speriamo, un piccolo successo anche ai botteghini italiani.
(Kinky boots) Regia: Julian Jarrold; soggetto: ispirato ad una storia vera; sceneggiatura: Geoff Deane, Tim Firth; fotografia: Eigil Bryld; montaggio: Emma E. Hickox; musica: Adrian Johnston; scenografia: Tina Jones; costumi: Sammy Sheldon; interpreti: Joel Edgerton (Charlie Price), Chiwetel Ejiofor (Simon/Lola), Sarha Jane Potts (Lauren), Jemima Rooper (Nicola), Linda Bassett (Mel), Nick Frost (Don); produzione: Nicholas Barton, Suzanne Mackie, Peter Ettedgui; distribuzione: Buena Vista Italia; origine: Inghilterra; durata: 107’; web info: Kinky Boots.
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