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La Bisbetica domata

Pubblicato il 12 marzo 2014 da Monia Manzo


La Bisbetica domata

Portare in scena The taming of the shrew non è cosa semplice.
Infatti, un personaggio come "la Bisbetica" è, certo, il frutto di uno Shakespeare ancora giovane, ma, al contempo, ha complessità che già rivelano l’esplosione creativa del genio.
Una dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, di come, a dispetto di quanto comunemente si pensa, le protagoniste shakespeariane di difficile portata non siano solo le tragiche come Lady Macbeth, Ofelia o Desdemona, ma anche le comiche.
Mascia Musy è perfetta nel restituirci, senza discontinuità, un personaggio che unisce a quella che potremmo considerare una femminista ante litteram, una donna consapevole della propria sensualità.
L’attrice sembra essere assolutamente a proprio agio nei panni della protagonista: «Di Caterina mi piace la sua voglia di vivere, il suo carattere, la sua irruenza, quella sua forza di affrontare la vita e la voglia di reagire a un mondo stantìo che la circonda», dice la Musy diretta impeccabilmente dal regista russo Andrej Konchalovskij.
La scelta di un tono comico-farsesco è assolutamente azzeccata e la pièce risulta alleggerita dall’inserimento di parti musicate, in cui gli attori si esibiscono in canti e danze ben studiate in modo che lo spettacolo non sia troppo simile al vaudeville.
Un plauso particolare va alla scelta di una scenografia composta da gigantesche proiezioni di opere ispirate a De Chirico e agli anni 20, in cui, però, il rischio è quello di scivolare verso una commedia alla Bulli e Pupe, rischiando di snaturare la primaria intenzione di Shakespeare, casomai condizionato, come intuisce anche Konchalovskij, dalla Commedia dell’Arte delle sfide tra "Arlecchino e Colombina".
Secondo l’artista russo, infatti, Shakespeare è un assoluto conoscitore della nostra cultura oltre che interprete sorprendente dei moti più intimi dell’animo e della psicologia dell’uomo. Afferma, in questo senso, il regista: «Potrei fare tutto Shakespeare perché è la vita stessa, una combinazione fantastica di terra e cielo, volgarità e poesia. I suoi personaggi sono più grandi della vita e hanno quel tocco di follia e assurdità che li rende più interessanti. Ho scelto La bisbetica perché, per la mia prima regia italiana, volevo un’opera italiana. Questa commedia rappresenta il vostro paese molto più di Romeo e Giulietta».
Possiamo aggiungere che una commedia in grado di rallegrare e indurre il pubblico alla riflessione sulle passioni e le debolezze umane, come nel caso di questa ben strutturata regia di Konchalovskij, vale molto più di ripetitive e anacronistiche interpretazioni di tragedie che portano in scene autorevole poesia senza vita.


LA BISBETICA DOMATA
Drammaturgia: William Shakespeare; traduzione: Masolino D’Amico; Regia: Andrej Konchalovskij; Interpreti: Mascia Musy, Federico Vanni, Roberto Alinghieri, Peppe Bisogno, Adriano Braidotti, Vittorio Ciorcalo, Carlo Di Maio, Flavio Furno, Selene Gandini, Antonio Gargiulo, Francesco Migliaccio, Giuseppe Rispoli, Roberto Serpi, Cecilia Vecchio; scene: Andrej Konchalovskij; costumi: Zaira de Vincentiis; luci: Sandro Sussi; coreografie: Ramune Chodorkaite; realizzazione video scenografia: Alessandro Papa, Mariano Soria; aiuto regia: Giuseppe Bisogno; assistente ai costumi: Concetta Nappi; direttore di scena: Bruno Brighetti; attrezzista: Andrea Bertocci; capo macchinista: Angelo Palladino


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