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La città ideale

Pubblicato il 11 aprile 2013 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


La città ideale

L’esordio alla regia di Luigi Lo Cascio convince solo in parte. L’attore siciliano ci regala sicuramente un film dallo spunto narrativo originale e si cimenta in una messa in scena a tratti molto accattivante, ma nel complesso il risultato non è un’opera del tutto riuscita. La città ideale, unico film italiano della Settimana Internazionale della Critica di Venezia 69, infatti mostra le classiche imperfezioni di un’opera prima, quei segni d’ingenuità a volte dovuti alla sfrenata voglia di dire, raccontare, dimostrare.

Il racconto dalle sfumature kafkiane e pirandelliane che vede protagonista un ecologista architetto siciliano trapiantatosi nella Siena “città ideale” e accusato di un omicidio mai commesso ritorna troppo su stesso, si aggroviglia eccessivamente nella psicologia del personaggio e non offre una vera e propria evoluzione della stessa. Il film è un’apprezzabile e coraggiosa riflessione sulla giustizia e sulla morale, aspetti ormai quasi invisibili nell’attuale società italiana, sul valore che la verità ha assunto nel nostro paese, ma che si basa purtroppo su una struttura spesso ripetitiva che non riesce a sganciarsi dal turbine della mente del suo protagonista. Il discorso “politico” che sta alla base della pellicola non prende mai piede con convinzione e solo nel finale riesce a farsi sentire con forza.

Lo Cascio gira senza dubbio con grande eleganza e con piena conoscenza del mezzo, dirige gli attori (e se stesso, cosa non semplice) tirandogli fuori il meglio (Luigi Maria Burruano in pochi minuti domina lo schermo), rende visivamente Siena un luogo tanto reale quanto sospeso nello spazio e nel tempo, ma appesantisce la narrazione di dialoghi superflui, di sequenze oniriche poco funzionali all’economia del racconto e soprattutto non prende con decisione la scelta della tonalità. A tratti commedia dalle tinte surreali, in alcuni momenti dramma psicologico senza via d’uscita, in altri giallo-mistery, La città ideale è un insieme di tanti buoni elementi e di spunti interessanti che non trovano però un’unità di atmosfera e di forma. Guardando il film, si ha la sensazione che Lo Cascio stia cercando costantemente e con insistenza un suo stile personale, un’estetica che possa sentire pienamente sua. A conti fatti, La città ideale appare più come un esercizio di stile di un esordiente che come un’opera con un’anima ben precisa. Speriamo però che Lo Cascio non esaurisca con questo film la sua carriera da regista. Prendendo meglio le misure della materia narrativa che vuole portare sullo schermo, potrebbe in futuro regalarci belle sorprese. Così come ha sempre fatto (una conferma ne è anche questa pellicola) da attore.


CAST & CREDITS

(La città ideale) Regia: Luigi Lo Cascio; sceneggiatura: Luigi Lo Cascio in collaborazione con Massimo Gaudioso, Desideria Rayner, Virginia Borgi; fotografia: Pasquale Mari; montaggio: Desideria Rayner; interpreti: Luigi Lo Cascio (Michele), Catrinel Marlon (Alessandra), Luigi Maria Burruano (avv. Scalici), Massimo Foschi (avv. Chiantini), Alfonso Santagata (Pubblico Ministero), Aida Burruano (mamma), Roberto Herlitzka (custode maneggio); produzione: Bibi Film, Rai Cinema ; origine: Italia; durata: 105’ .


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