X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



La fin du silence - Cannes 2011 - Quinzaine des Realisateurs

Pubblicato il 16 maggio 2011 da Antonio Valerio Spera


La fin du silence - Cannes 2011 - Quinzaine des Realisateurs

Una tragedia familiare. Le fin du silence presenta tutti i topoi di una vera tragedia: rapporti irrisolti, una famiglia sfaldata, tradimenti nascosti, vendetta, follia, psicologie cupe e contraddittorie, violenza sottesa che esplode sanguinosamente solo nel finale. Ambientata nella cornice naturale delle montagne Vosges, l’opera di Roland Edzard ruota intorno al giovane Jean, uno dei figli della famiglia Klein. La famiglia vive e lavora in una casa sperduta tra le cime delle montagne, immersa nel bosco, lontana dalla vita cittadina, staccata dal mondo. Sin dalla prima sequenza viene messa in mostra la difficile relazione tra Jean, il fratello e i genitori, e soprattutto l’instabilità del ragazzo che soffre pesantemente quest’incomunicabilità e questi continui confronti violenti e inconcludenti.
Inizialmente sembra tutto poco chiaro nel racconto. Ma con l’evoluzione della storia, le verità vengono gradualmente a galla, i segreti del passato vengono svelati, i sensi di colpa di alcuni personaggi, la rabbia e le reazioni inspiegabili di altri acquistano man mano un significato.
La fin du silence è strutturato come un western atipico, con una situazione di sostanziale equilibrio all’inizio (anche se sono mostrati subito gli elementi destabilizzanti), poi con una stancante sfida psicologica tra le parti in causa (il ragazzo, la madre, l’amante della madre, vero padre del ragazzo) che porta inesorabilmente al conclusivo show-down in cui lo scontro psicologico diventa azione e il trittico padre-madre-figlio dovrà fare i conti con le proprie colpe scoppiando in una violenza fatale. Una fatalità che avvolge tutta l’opera. Un terribile senso di morte infatti sottende l’intero racconto. Edzard vela la storia di una tensione costante, che strappa lo schermo ed arriva dritta ad abbracciare lo spettatore, a scorrere sulla sua pelle. La ottiene con una regia sicura, con le idee chiare; una messa in scena che gioca soprattutto con l’atmosfera cupa e misteriosa del paesaggio montano. Delinea ogni personaggio lasciando su di loro sospetti ed incertezze. La macchina da presa gli sta sempre vicina, si muove sporca attorno a loro, mostra i loro volti lasciando esplodere da essi i loro stati d’animi e le loro emozioni.
Presentato nella Quinzaine des Realizauters, il film di Roland Edzard presenta alcuni difetti di sceneggiatura (leggermente squilibrata tra le parti, con una dilatazione eccessiva del racconto nella prima parte ed una conclusione invece troppo sbrigativa), ma nel complesso è un film riuscito ed interessante, che si fa apprezzare per un impianto visivo suggestivo e un originale sviluppo della narrazione. Una delle piacevoli sorprese di Cannes 2011.


CAST & CREDITS

(La Fin du Silence) Regia: Roland Edzard; sceneggiatura: Roland Edzard; interpreti: Marianne Basler, Carlo Brandt, Franck Falise, Thierry Frèmont, Alexis Michalix; origine: Francia; durata: 80’.


Enregistrer au format PDF