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La Ruota delle Meraviglie - Wonder Wheel

Pubblicato il 14 dicembre 2017 da  Alessandro Olivieri
VOTO:


La Ruota delle Meraviglie - Wonder Wheel

Come ogni anno, anche il 2017 ci porta in dono l’ultimo lavoro di Woody Allen; genio indiscusso del Cinema e autore estremamente prolifico, non ha certo bisogno di presentazioni. Diverso il discorso per La Ruota delle Meraviglie, quarantottesimo film della sua filmografia, che come ogni opera del regista ci tiene sospesi tra la speranza di un nuovo capolavoro e la certezza di non restare mai davvero delusi. Protagonisti dell’opera l’amata Coney Island, rimembranza dell’opera massima di Allen che è Io e Annie, e le vicende amorose e familiari di alcuni personaggi che la abitano.

Anni ’50. Coney Island. Ginny e Humpty trascorrono la loro esistenza modesta e ordinaria, all’ombra dell’enorme ruota panoramica Wonder Wheel, fin quando la figlia del precedente matrimonio di lui, Carolina, non si riaffaccia nelle loro vite per chiedere aiuto. La vicenda si complica a causa del comportamento imprevedibile ed instabile di Ginny e della minaccia dell’ex marito di Carolina.

Nonostante le dichiarazioni ormai note di Allen di realizzare film soprattutto per non fermarsi a pensare alla caducità della vita, l’autore newyorkese ha sempre qualcosa da dire e raccontare attraverso le sue pellicole. La Ruota delle Meraviglie vuole essere un omaggio appassionato alla drammaturgia e al teatro antico, elemento mai mascherato nello svolgimento della storia, ma piuttosto manifestato fin dal principio dalla presenza del bagnino narratore romantico, e sognatore di un futuro da autore teatrale. Lo stesso personaggio di Ginny è essenzialmente tragico, proiettata verso un glorioso (?) passato e assente in un presente insoddisfacente; in questa figura c’è tanto della filmografia di Allen, da sempre interessato all’universo femminile, e ricorda la recente ed instabile Jasmine di Cate Blanchett. Alcune trovate sono tipicamente alleniane dalla minaccia mafiosa al bambino problematico che appicca incendi; e ancora, si avverte un pessimismo estremo, mai così profondo e cupo, che sembra rendere l’attuale stato d’animo dell’autore.

La Ruota delle Meraviglie richiama alla memoria, neanche troppo velatamente, alcuni dei migliori lavori di Allen, in particolare Broadway Danny Rose e Pallottole su Broadway, senza, purtroppo, raggiungere quei successi; probabilmente perché Allen vuole replicare gli elementi fondamentali del mondo drammaturgico sia nella messa in scena che nei contenuti, e non soltanto nel contesto e nell’ambientazione (come in passato). Così quest’ultimo lavoro è contraddistinto da una staticità della forma che soffoca l’efficacia dell’intreccio, ma riesce a tratteggiare una Ginny memorabile; la forza espressiva è, quindi, tutta sulle spalle della splendida fotografia di Vittorio Storaro, anche se estremamente artificiosa e d’impronta teatrale, e della perfomance vibrante e melodrammatica di Kate Winslet. Manca quindi la spontaneità, quella forza vitale presente in tutte le opere del regista, anche le meno riuscite, a restituire incisività e potenza alla storia raccontata. Eppure Allen è ben consapevole di questo e dipinge una figura femminile che è vittima di sé stessa e attrice di un dramma tutto personale, così da farne una grande parodia della rappresentazione scenica soprattutto nell’ultima sequenza, quando il monologo è letteralmente recitato e Mickey, il ragazzo sognatore, la osserva esterrefatto. Viene quindi il sospetto che, in fondo, l’obiettivo nella testa dell’autore sia stato raggiunto, non come ce lo saremmo immaginato, ma come giustamente vuole il maestro del Cinema Woody Allen.


CAST & CREDITS

(Wonder Wheel); Regia: Woody Allen; sceneggiatura: Woody Allen; fotografia: Vittorio Storaro; montaggio: Alisa Lepselter; interpreti: Jim Belushi, Juno Temple, Justin Timberlake, Kate Winslet; produzione: Amazon Studios, Gravier Production; distribuzione: Lucky Red; origine: U.S.A., 2017; durata: 101’


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