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L’amore all’improvviso - Larry Crowne

Pubblicato il 28 ottobre 2011 da Matteo Galli
VOTO:


L'amore all'improvviso - Larry Crowne

Non capita spesso che fra i critici americani regni tanta unanimità come nel caso di Larry Crowne, il secondo film girato da Tom Hanks, basato su una sceneggiatura scritta da lui e da Nia Vardalos (Hanks aveva prodotto Il mio grosso grasso matrimonio greco e questo film doveva, in qualche misura, essere un modo per sdebitarsi, vabbè...), interpretato dallo stesso Hanks e da Julia Roberts (è il secondo che girano insieme dopo La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols nel 2007) e da una serie di comprimari: il film è stato letteralmente fatto a pezzi, per quel che può valere, il “tomatometer” di “Rotten Tomatoes” è fermo al 35% e anche la risposta da parte del botteghino è stata piuttosto modesta.
A raccontarla in Italia, la vicenda suona ancora più improbabile di quanto non lo sia negli USA: un commesso/magazziniere modello di un superstore (per ben 9 volte eletto impiegato del mese) viene di punto in bianco licenziato, nel quadro di una generale ristrutturazione da parte della proprietà. Perché la scelta è caduta proprio sul povero Larry? Perché il suo curriculum – all’improvviso – non è più bastevole, l’ingenuo cinquantenne non è mai andato al college! Ma ve l’immaginate una storia del genere in Italia? E che gli faremmo fare al nostro? Scienze della Comunicazione? Economia aziendale? D’altra parte, prima di prestare i propri servigi per l’ingrata U-Mart, il buon Larry si è fatto ben vent’anni presso la U.S. Navy, dove lavorava come cuoco, a ben guardare anche lui un reduce. D’accordo la commedia, d’accordo il tono vagamente fiabesco alla would be Lubitsch o alla would be Capra che trasparirà qua e là lungo tutto il film, ma la premessa francamente mette fin dall’inizio a dura prova la disponibilità dello spettatore.
Insomma Larry goes back to school, in un college un po’ sgarrupato. Fa subito amicizia con un gruppo di bikers buoni buoni e gentili gentili con un debole per il feng shui, anche loro rigorosamente studenti. Frequenta due corsi soli, ma con grande impegno: un corso di economia tenuto dal burbero professor Matsutani, cacciatore di smart phones, una delle tante macchiette di cui è popolato il film, e uno di retorica e comunicazione tenuto dall’annoiata e decisamente malvestita Mercedes Tainot (ma dove l’hanno preso un nome così?), interpretata da Julia Roberts. Gli insegnamenti dell’uno servono al divorziato Larry a prendere consapevolezza della sua disastrosa situazione finanziaria e a porvi rimedio (vendendo il SUV, dotandosi di un motorino, alienando la propria collezione di dischi ed estinguendo il mutuo della casa su cui comunque gravava un’ipoteca); gli insegnamenti dell’altra, coadiuvati dal coaching della deliziosa Talia, l’amica che lo introduce fra i biker - lo aiutano ad acquisire maggiore scioltezza nel linguaggio verbale e del corpo, a liberarsi almeno in parte di quel touch autistico alla Forrest Gump che Larry si porta dietro, a mostrare alla classe ma soprattutto alla prof la propria infinita gentilezza d’animo. Se poi si tiene conto che la prof – nelle commedie americane di quest’anno, bisogna pur dirlo, non è che le prof brillino per afflato pedagogico – ha una vita privata a pezzi, con vistosa inclinazione all’alcolismo e un marito ex scrittore ora adepto della pornografia online con marcata predilezione per le fanciulle con grandi seni (altra fortuita coincidenza con la trama di Bad Teacher), non è difficile capire come la vicenda si svilupperà. Si diceva: macchiette. Il film ne è pieno: il professore giapponese, il gestore di un mercatino delle pulci a cielo aperto, vicino di casa di Larry (interpretato da Cedric the Enertainer), il presunto “rivale” del protagonista nella grande famiglia dei biker. Oltre a quanto già detto sono due i principali difetti di cui soffre il film: malgrado il già rilevato alto tasso di implausibilità generale Hanks avrebbe l’ambizione di dirci anche qualcosa sull’America in epoca di crisi su disoccupazione e insolvenza, il risultato di questo sforzo di ancorarsi al reale è francamente poco convincente; d’accordo che è una commedia, ma possibile che nei novantanove minuti di film non ci sia uno, dico uno, straccio di conflitto, che tutti siano carini, buoni e che l’atto più violento perpetrato ai danni di Larry sia il sequestro del suo cellulare durante un’ora di lezione?


CAST & CREDITS

(Id); Regia: Tom Hanks; sceneggiatura: Tom Hanks, Nia Vardalos; fotografia: Philippe Rousselot; montaggio: Alan Cody; interpreti: Tom Hanks (Larry Crowne), Julia Roberts (Mercedes Tainot), Cedric the Entertainer (Lamar), Gugu Mbatha Raw (Talia), Wilmer Valderrama (Dell Gordo), Bryan Cranston (Dean Tainot), Georhe Takei (Dr. Matsutani); produzione: Playtone, Vendome Pictures; origine: USA, 2011; durata: 99’.


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