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Laura Chiatti e il lucchetto dell’amore.



Laura Chiatti e il lucchetto dell'amore.

Laura Chiatti è reduce dal successo di Ho Voglia di te, sequel dell’ormai celebre Tre metri sopra il cielo, in cui interpreta una splendida "Gin", la protagonista che soffia "Step", alias Riccardo Scamarcio, a "Babi", alias Katy Saunders.
Il film di Luis Prieto tratto dal romanzo di Federico Moccia contiene un’immagine che ha fatto moda: il famoso "lucchetto pegno d’amore" che i giovani innamorati chiudono attorno ad un palo della luce sul ponte Milvio a Roma, per poi lanciare la chiave nel Tevere e sigillare così una promessa d’amore eterno.
Ma la città dell’amore non è,da sempre, Verona?
Un ragazzo di origini anglosassoni, molto prima di Moccia e dei suoi Step e Baby o Step e Gin, aveva già scritto una storia d’amore immortale nella quale si parlava di due innamorati di nome Romeo e Giulietta.
Sembra dunque legittimo che Verona si sia sentita detronizzata dalla solita "Roma Ladrona"che voleva soffiarle il ruolo custodito gelosamente per mezzo millennio. La strategia per riprendersi quanto dovuto è stata curata nei minimi dettagli dai veronesi. Dopo aver innestato un mazzo dei famosi lucchetti nati e cresciuti nella capitale, su quel cancello d’entrata della casa di Giulietta (già martirizzato da scritte e gomme da masticare), si è pensato di scegliere Laura Chiatti come madrina del festival del cinema di Verona per farle agganciare un bel lucchetto griffato Schermi d’Amore.
Peccato che a rovinare il piano apparentemente perfetto, ci sia stato un elemento mancante. La tenera Laura Chiatti infatti, dopo aver baciato il lucchetto e averlo chiuso attorno una trave del cancello, non ha potuto far altro che lanciare la chiave non nel Tevere, né tanto meno nell’Adige, che scorre a 500 metri da casa di Giulietta, bensì in un mare di fans che per accaparrarsi la chiave (e di conseguenza il lucchetto baciato dalla Chiatti) si sono letteralmente sbranati.
Nonostante tutto, Moccia ha colpito ancora, e i ragazzi che hanno bisogno di aggrapparsi a miti e a simboli hanno trovato il giusto nutrimento in questo tanto gettonato lucchetto. Speriamo basti questo gesto a donare un minimo di sincerità e di consistenza all’amore delle nuove generazioni.
La semplicità di Laura Chiatti è travolgente. Difficile trovare una ragazza meno montata di lei nel cinema, ed impossibile trovarne una così nella televisione. Una ragazza della porta accanto, un diavoletto vestito da angelo con un tatuaggio sul piede destro che reca la scritta: "Ciò che mi nutre... Non mi uccide”: il significato parla da sé.
Un look nuovo con i capelli tornati biondi e un taglio più lungo e scalato che la rendono un pò bambolina e nascondono la sua natura dichiaratamente dark. Ha degli occhi profondi Laura, e dei tratti somatici che qualsiasi regista vorrebbe immortalare per impreziosire una pellicola. Eppure lei afferma che il suo primo tentativo per sfondare nello spettacolo è avvenuto attraverso il canto. Forse è andata meglio così, ma i più curiosi potranno presto sentirla cantare in un film prodotto dalla Rai e dedicato a Rino Gaetano.
Per i francesi, si tratta della nuova Brigitte Bardot, e meglio ancora della Bardot, secondo i giovani italiani (che forse un film della BB non lo hanno neanche visto mai). Di sicuro, se si ha la fortuna di incrociare il suo sguardo per un istante, non si dimentica facilmente quel viso e sicuramente con il suo talento e il futuro che ha di fronte (ha poco più di vent’anni), sarà sempre più difficile dimenticarsi di Laura Chiatti.


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