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LE BANDE

Pubblicato il 12 febbraio 2006 da Nicola Pistoia


LE BANDE

La Puglia, una terra ricca di storia, di colori e sapori, è diventata ora teatro di uno degli eventi più tristi e sanguinari degli ultimi tempi. Tutto questo e molto di più nel film Le Bande. In sei anni, dal 1996 al 2002, quindici finanzieri sono caduti in Puglia nel corso di conflitti a fuoco, inseguimenti, sfondamenti e speronamenti con i contrabbandieri. E non solo. Tantissimi civili, gente comune che sfortunatamente ha incrociato, durante i propri percorsi, autocolonne di blindati e che è rimasta uccisa. L’intento del regista di Conversano (Bari), Lucio Giordano, è duplice. Da una parte, dare un volto a quanto è accaduto, rendendo visibile a tutti un fenomeno che ha interessato la Puglia in particolar modo, ma che ha segnato la credibilità dell’Italia. Dall’altra, dedicare questo progetto (voluto fortemente, tra gli altri, dal Comando Generale della Guardia di Finanza) a tutti coloro, militari e non, che hanno perso la vita ingiustamente. La pellicola è girata interamente sulle coste dell’Adriatico. Tra le alte scogliere di Polignano a Mare, le campagne di Ostuni e i trulli di Alberobello, che per anni sono stati i covi prediletti dai contrabbandieri. E vuole essere una ricostruzione fedele dell’operazione “Primavera” della Guardia di Finanza, che per un lungo periodo ha cercato di sgominare il duro fenomeno del contrabbando e che ha cercato di evitare che ci fossero delle conclusioni ancora più dolorose. Ricostruita nel film anche la scena dell’agguato in cui rimasero uccisi i finanzieri De Falco e Sottile. La storia ruota intorno alla morte di una donna, madre di Massimo e Federica, speronati dai blindati dei contrabbandieri solo perché la loro auto viene scambiata per l’auto civetta dei finanzieri. L’infanzia di questi due ragazzi è inevitabilmente turbata dalla morte ingiusta e improvvisa della loro madre e dal dover accudire un padre rimasto paralizzato su una sedia a rotelle. Il film mette a confronto due vite: quella di Massimo, che nel frattempo è cresciuto e che entra a far parte di giri strani perché accecato dalla vendetta e quella di un giovane boss del contrabbando e della sua abilità nel gestire un impero così grande, come quello dell’illegalità. A questo punto lo spettatore è in grado di comprendere effettivamente la convivenza di due mondi, quello dei traffici illeciti e quello della vita comune, e di come anche un minimo contatto può determinare una guerra senza limiti. Grazie all’intervento della sorella Federica (che ha riconosciuto uno dei due contrabbandieri responsabili dello speronamento della loro auto avvenuto molto tempo prima e con il quale nel frattempo il fratello ha stretto un rapporto di amicizia), il giovane Massimo decide di collaborare con la Guardia di Finanza facendo da esca per arrestare i contrabbandieri. Nel trambusto totale i due giovani si ritrovano con una valigetta piena di soldi: denaro che chiaramente proviene dagli affari sporchi del contrabbando. L’unico modo per renderli puliti è utilizzarli per la costosa operazione che avrebbe potuto rimettere in piedi il proprio padre.
Gli attori, quasi tutti pugliesi, hanno saputo interpretare al meglio il proprio ruolo, cercando di trattenere le emozioni dovute ad un fenomeno, che di riflesso, ha colpito anche loro. Il film è stato presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, riscuotendo un notevole successo, grazie alla sua funzione documentaria, ma per il momento viene trasmesso solo in Puglia. L’auspicio, a tal proposito, è proprio quello di mostrare a tutti, attraverso il film, quello che è accaduto.

Regia: Lucio Giordano; sceneggiatura: Lucio Giordano, Alessandro Pultrone; fotografia: Roberto Gimarotti; montaggio: Paolo Vanghetti; musica: Luciano Salvemini; scenografia: Cosimo Morleo; interpreti: Massimo Giordano (Massimo), Federica Gomma (Federica); Frank Lino (Frank)produzione: Domasya Film; origine: Italia 2005; durata: 119 min; web info sito ufficiale

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