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Les Misérables

Pubblicato il 1 febbraio 2013 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Les Misérables

Uno dei film più attesi dell’anno, candidato a otto premi Oscar, Les Misérables non delude le aspettative. Più di due ore e mezza di puro spettacolo tra scenografie maestose, musiche suggestive, interpretazioni maiuscole. Tom Hooper dopo il successo mondiale de Il discorso del re si conferma regista di talento, capace di maneggiare anche la materia “pericolosa” di un musical teatrale che ormai ha fatto la storia del West End londinese e di Broadway.

Evitando di introdurci nel confronto con il romanzo di Victor Hugo – fuorviante, il film non ha nessun legame diretto con esso, poiché è la trasposizione cinematografica dello spettacolo di Claude-Michel Schönberg e Alain Boublil (tradotto e rivisto in inglese da Herbert Kretzmer) - è opportuno prima di tutto sottolineare la capacità del cineasta inglese nello sfuggire totalmente il rischio di rimanere ingabbiati in una narrazione scattosa, a singhiozzi, episodica, quale è solitamente quella di un musical teatrale. Non assistiamo infatti a un collage di perfomance canore e musicali autonome e indipendenti, bensì ad un racconto unitario, compatto che, nonostante l’evidente struttura in due parti (prima che Jean Valjean prenda in “custodia” Cosette e dopo), procede in un crescendo emotivo che non trova nel suo incedere nessun momento morto.
Les Misérables più che un musical ha il sapore di un’opera lirica moderna: 160 minuti di musica ininterrotta, dialoghi non cantati da contare sulle dita di una mano, coreografie praticamente inesistenti. La pesantezza del racconto a tratti si sente, soprattutto nella parte centrale di preparazione all’azione rivoluzionaria in cui il ritmo cala leggermente, ma se ci si lascia trascinare anche solo un minimo dall’universo audio-visivo costruito da Hooper è difficile non commuoversi e non uscire dalla sala pienamente soddisfatti. La pellicola, che da noi in Italia fortunatamente non è stata più di tanto rovinata dal doppiaggio (ci voleva un musical!), è un’esperienza totalizzante, vibrante, che valorizza ogni singola sequenza grazie all’abilità del regista nell’accostare fisicità e sentimenti, imponenti scenografie e esplorazioni intime dell’animo umano. Un’opera che attraverso la musica e la poesia visiva ripercorre una pagina importante della storia europea, che insiste emotivamente sulla lotta per la libertà e sulla forza dell’amore, che mette in campo fattori quali il destino, il coraggio, la redenzione, la giustizia.

Esaltati dalle azzeccate scelte registiche di indugiare con primi e primissimi piani sui loro volti e di riprendere le loro perfomance canore in presa diretta, gli interpreti danno il meglio di loro sprigionando costantemente passione e intensità. Anne Hathaway ci regala la sua migliore interpretazione di sempre, una prova maiuscola, che fa salire i brividi in corpo; Russell Crowe è superbo nell’interpretazione di Javert nonostante capacità canore non proprio eccelse; e in particolare Hugh Jackman, la vera star del film, si prende sulle spalle il racconto, riponendo nel suo viso scavato e nei suoi occhi lacerati dalla vita tutta la sofferenza e la rabbia di Jean Valjean. Fino al finale, sulle note dell’appassionante "Do you hear the people sing?", dove un’enorme barricata rappresenta il paradiso di tutti coloro che hanno lottato per la giustizia.
Assolutamente da vedere. Per chi ama il musical, per chi ama il grande cinema.


CAST & CREDITS

(Les Misérables); Regia: Tom Hooper; sceneggiatura: William Nicholson; fotografia: Danny Cohen; montaggio: Chris Dickens; interpreti: Hugh Jackman, Anne Hathaway, Russel Crowe, Amanda Seyfreid, Helena Bonham-Carte, Sacha Baron Cohen, Eddie Redmayne; produzione: Working Title Films, Cameron Mackintosh Ltd.; distribuzione: Universal; origine: Gran Bretagna; durata: 160’


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