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Madagascar 3: ricercati in Europa

Pubblicato il 24 agosto 2012 da Antonio Valerio Spera
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Madagascar 3: ricercati in Europa

La serie d’animazione Madagascar ha sempre puntato sulla simpatia dei personaggi, su continue invenzioni comiche slapstick e su valori come l’amicizia e il senso di appartenenza ad un gruppo, perfetti per completare un film per ragazzi. Madagascar però non è mai stato e non è Toy Story. Non è insomma una serie d’animazione veramente matura, riflessiva, complessa, capace di essere universale e di toccare corde profonde delle emozioni. Ma questo non deve rappresentare necessariamente un difetto o un limite della trilogia della Dreamworks, perché in ogni caso è impossibile non considerarla grande spettacolo, ottima commedia, spassosa favola. Madagascar, dal primo capitolo a quest’ultimo, presentato fuori competizione al 65° Festival di Cannes, è un colorato circo di bizzarri personaggi animali alla ricerca della propria identità, interiormente confusi dall’ambiente di cattività in cui sono cresciuti. E tale natura circense della trilogia è esplicitata narrativamente dal terzo episodio: i nostri beniamini (il leone Alex, la giraffa Melman, l’ippopotamo Gloria e la zebra Marty) si ritrovano infatti in giro per l’Europa, prima alla ricerca dei loro amici pinguini (che si confermano la vera forza comica della serie) e poi coinvolti e assoldati in una compagnia circense, dove si fingono professionisti del mestiere per fuggire al villain di turno e raggiungere la loro amata New York City.

Le situazioni comiche si susseguono a raffica, il film è un moto continuo, un adrenalinico viaggio per il mondo, da Montecarlo a Roma fino a Londra e poi gli States, che strizza l’occhio al cinema d’azione, al poliziesco, agli escape movies, a Dumbo (ripreso in più momenti), a The Blues Brothers, a Intrigo internazionale. Ma le citazioni e i riferimenti si fanno anche più alti. Per tutto la durata del film si respirano infatti echi felliniani ed al cinema italiano in generale, soprattutto a quella commedia all’italiana costruita sui tipi, sugli stereotipi, su straordinari personaggi di contorno. La parte centrale di Madagascar 3 è in realtà un vero e proprio omaggio al bel paese, al nostro folklore, alla nostra storia. In particolare, la ricostruzione disegnata in 3D del Colosseo, luogo dove allestiscono lo spettacolo circense della tappa italiana, diventa sullo schermo l’immagine di una cultura millenaria dal sapore epico e leggendario, che non ha nulla da invidiare a quella ricreata da Ridley Scott ne Il gladiatore.

Su questo sfondo chiassoso ed ipercromatico, oltre ai soliti simpatici personaggi sopra citati, irrompono delle riuscite new entry. A parte la tigre Vitaly, vecchia star del circo che passa in minuscoli anelli lubrificando il suo pelo con l’olio extra vergine, e l’affascinante Gia, leopardo trapezista per cui perderà la testa Alex, a conquistare il pubblico saranno senza dubbio il leone marino Stefano, goffo clown dalla parlantina facile, e soprattutto il magnifico villain della situazione, il Capitano DuBois, indistruttibile e inossidabile poliziotta intenta a catturare ad ogni costo il leone Alex.

Ovviamente non manca il tormentone musicale della serie: I like to move it torna in un nuovo remix "circense" durante i titoli di coda.


CAST & CREDITS

(Madagascar 3: Europe’s Most Wanted) Regia: Eric Darnell, Tom McGrath, Conrad Vernon; sceneggiatura: Eric Darnell, Noah Baumbach; musica: Hans Zimmer; voci: Ben Stiller, Jada Pinkett-Smith, Chris Rock, David Scwimmer, Sacha Baron Cohen, Paz Vega, Jessica Chastain, Frances McDormand, Martin Short; produzione: Dreamworks Animations; origine: USA; durata: 93’


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