X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Midnight in Paris - Conferenza stampa - Cannes 2011

Pubblicato il 11 maggio 2011 da Antonio Valerio Spera


Midnight in Paris - Conferenza stampa - Cannes 2011

Film d’apertura del 64° Festival di Cannes, Midnight in Paris è il vero omaggio alla capitale francese di Woody Allen, che già in passato nelle sue opere aveva espresso il suo folle amore per questa città. Accompagnato, sin dai tempi delle riprese, dalle voci e le dicerie sul cameo della premiére dame Carla Bruni, il film è arrivato sulla Croisette insieme al suo regista e agli attori Rachel McAdams, Adrien Brody, Owen Wilson e Michael Sheen. Tutti gli interpreti hanno espresso la loro felicità per la partecipazione a questa pellicola: Wilson e la McAdams hanno tenuto a sottolineare la libertà che gli ha lasciato il regista nel creare i loro personaggi, Sheen ha affermato che lavorare con Woody è affascinante e illuminante, mentre Brody ha espresso il suo amore per Allen dichiarandosi fan da sempre dei suoi film. Quasi tutte le domande della platea di giornalisti sono state però rivolte all’autore del film, presentatosi in conferenza col suo consueto look occhialoni e maniche di camicia.

Negli ultimi dieci anni ha lasciato New York e si è spostato a Londra, Barcellona, Parigi, a settembre girerà a Roma. E’ cambiato qualcosa nel suo modo di lavorare?

Non cambia il modo di lavorare. Anche se cambi città non cambia nulla. Non importa se è New York, Parigi, Roma o Barcellona. Per quanto mi riguarda non ho mai cambiato modo di lavorare. Poi certo, bisogna dire che Parigi è una città eccitante. Quando andai a Parigi nel 1965, la conoscevo solo per come la mostravano i film americani. Poi ho scoperto la sua vera bellezza. In questo film volevo mostrare la città come la sento io, come la vedo io. Tra l’altro sono stato molto fortunato, perché durante le riprese qualche giorno ha piovuto ed io amo le città quando piove, Parigi specialmente diventa ancora più bella, stupenda, sotto la pioggia. Ho cercato comunque di dare una mia visione soggettiva della città.

Che rapporto ha con il cinema francese? Quanto la influenza e l’ha influenzata?

Quando ero giovane, eravamo tutti molto influenzati dal cinema francese ed europeo in generale, italiano, svedese ecc. ecc. Il cinema francese giocava un ruolo importantissimo per la nostra formazione cinematografica. Cito solo Godard, Resnais, Clair, Renoir. Loro facevano il cinema come arte. In America invece il cinema era ed è un’industria per fare soldi. In Francia si trovava l’arte cinematografica, non un’industria. Mi ha influenzato molto e mi influenza ancora.

Il film presenta tra i personaggi molti artisti storici, Picasso, Scott Fitzgerald, Degas. Avete fatto molta ricerca per preparare il film?

Sinceramente no. Abbiamo lavorato molto a New York ma non abbiamo fatto molta ricerca. L’unica cosa su cui ci siamo focalizzati molto è la fotografia. Ho lavorato molto insieme al direttore della fotografia, perché volevamo una fotografia molto molto calda, con colori caldi.

Di Carla Bruni cosa ci dice?

E’ una donna molto bella, carismatica. Sul set non si è comportata come una diplomatica, anche se è sposata con un uomo politico. In fondo lei fa parte del mondo spettacolo, nasce da lì. Penso sia stata un’esperienza carina e divertente per entrambi.

Nel film ritrae molti artisti del passato, da Degas a Toulouse Lautrec, da Hemingway a Picasso, lei come si colloca tra questi? Ha avuto difficoltà a scrivere i dialoghi tra questi personaggi?

Io sono solo un filmmaker molto fortunato. Ho sempre pensato di avere talento ma non la presunzione di essere un artista. Non mi sento un artista. Faccio film. Faccio lavori buoni, altri meno buoni, ma sono sempre stato fortunato ad essere sostenuto fino ad avere che ho avuto. Gli artisti sono Bunuel, Fellini, Bergman. Comunque non ho avuto difficoltà a scrivere i dialoghi tra questi personaggi, perché non volevo tanto renderli profondi o cose simili, ma divertenti e leggeri.

Come si è trovato con Wilson e la McAdams?

Owen è il mio opposto e mi ha dato una grossa mano. Le nostre differenze state costruttive. Io sono New York, East Coast, Mahanattan, lui invece è la West Coast, è rilassato, è un tipo da spiaggia. Owen è stato un dono per me, ci siamo confrontati molto. Rachel è una grande attrice, sexy, bella, brava. E’ difficile fare una donna manipolatrice e sexy come l’ha interpretata lei. Volevo Rachel ad ogni costo così come Owen.


Enregistrer au format PDF