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Molto rumore per nulla.

Pubblicato il 26 agosto 2015 da Monia Manzo


Molto rumore per nulla.

BENEDETTO: Quale è stato il primo dei miei difetti per il quale ti sei innamorata di me?
BEATRICE: Per tutti quanti insieme. Perché hanno organizzato una compagine così perfetta da impedire anche ad una sola qualità di insinuarsi tra loro.
(Atto V, 2)

Come non riconoscere questo pungente scambio di battute?
Sarà in scena fino al 30 agosto, l’ultima fatica di Loredana Scaramella su una delle più popolari commedie di William Shakespeare: Much Ado about nothing.
La compagnia di giovani attori assoldati per questo spettacolo è riuscita finalmente a riportare sul palco una ventata di sfrontata freschezza e al contempo di matura profondità emotiva, senza mai essere stucchevole, seppur con uno stile a volte ridondante e tendente all’autocelebrazione ironica delle battute più comiche nel testo.

Una "mise en scene" in cui la parola del Bardo, diventa ipertesto, nella volontà di comunicare un pensiero che va oltre le parole ben ritradotte; indubbiamente le intenzioni della Scaramella sono quelle di evocare sentimenti senza fossilizzarsi troppo sulla venerata drammaturgia, dando così vita a personaggi che attraverso lo spazio scenico del Globe, si muovono in una dimensione atemporale, assumendo aspetti spesso contemporanei, che coinvolgono un pubblico perlopiù eterogeneo.

Le tematiche che la Scaramella sottolinea di più e su cui è opportuno fermarsi a riflettere sono molto interessanti e denotano un rapporto profondo e intimo della regista con quest’opera shakespeariana: il pensiero femminile, il sottotesto della forma del discorso e infine l’amore come risultato del gioco e delle numerose folli combinazioni shakespeariane.

La cornice del Globe è di per sé una scenografia naturale e abbraccia con possenza il fluire degli spettacoli, ma in questo caso si è riusciti a inserire elementi "esterni" di tipo musicali, trasformando addirittura la pausa in un mini concerto in cui gli attori, in particolar modo la versatile Mimosa Campironi, si esibiscono in valide esibizioni.

Centrale nell’opera shakespeariana è senza ombra di dubbio la figura di Beatrice, femminista anti-litteram e un osso duro per qualsiasi uomo che la desideri, anche per colui di cui si è innamorata:
«Tutte le donne mi amano. Vorrei avere un cuore meno duro perché con quello che ho in verità non riesco ad amarne nessuna» dice Benedetto all’inizio. «Una fortuna per tutte le donne che si risparmiano la seccatura di un corteggiatore inopportuno» risponde Beatrice.
Non di minore importanza è il tema della fobia del tradimento per tutti gli innamorati: Don Juan infatti cercherà di guastare con una terribile menzogna l’amore del giovane e istintivo Don Pedro per la tenera Ero, ma come in tutte le allegre e brillanti commedie il bene vincerà tra le risa e il folle divertimento di personaggi e poi di attori che in scena sembrano aver assunto realmente lo spirito di coloro che interpretano...
Un plauso particolare va a Fausto Cabra per la "old generation" e a Mauro Santopietro per la "New".


(Much Ado about nothing) Regia: Loredana Scaramella drammaturgia: William Shakespeare ; musica: Stefano Fresi; interpreti: (Fausto Cabra), (Mauro Santopietro), (Barbara Moselli), (Mimosa Campironi), (Federico Ceci), (Roberto Mantovani); produzione: Politeama srl



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