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Momma’s Man - Torino Film Festival 2008 - Concorso

Pubblicato il 28 novembre 2008 da Antonio Valerio Spera


Momma's Man - Torino Film Festival 2008 - Concorso

Un trentenne seduto in metropolitana arriva all’aeroporto JFK di New York. Fa per alzarsi e scendere ma poi ci ripensa e rimane sul treno. Ritorna a casa dai genitori, dove era stato qualche giorno in visita e, per motivare il suo mancato ritorno a casa, inventa una scusa alla moglie che è rimasta in California. Questo è l’incipit di Momma’s Man, terzo lungometraggio diretto da Azazel Jacobs, figlio di Ken Jacobs, famoso regista sperimentale newyorkese. Nel proseguimento del film non capiremo qual è il vero motivo per cui Mikey – questo il nome del protagonista – ha deciso di ritardare di qualche giorno il suo ritorno a casa dalla moglie e dalla piccola figlia. Il regista per tutta la durata, però, ci mostra un uomo in crisi, indeciso e confuso, che non riesce a trovare un senso alla sua vita e che si rifugia nei ricordi del passato.
Jacobs racconta gradualmente il riavvicinamento di Mikey verso gli oggetti che hanno segnato la sua infanzia e la sua adolescenza. Inizialmente il protagonista nasconde e cerca di frenare il desiderio di fare un tuffo nel passato, ma poi quest’ultimo prende il sopravvento sulla sua vita e lo trascina in un mondo pseudoinfantile in cui si muove alla perfezione ed in cui soprattutto sembra trovare le motivazioni per vivere in questo momento di crisi interiore. Se infatti nei primi minuti Mikey si diverte semplicemente a riscoprire alcuni dei suoi vecchi giochi, successivamente riacquista il ruolo di liceale immaturo gestito ancora dai genitori: passa le giornate in pigiama sdraiato sul letto, si fa viziare dalla madre, suona e canta le vecchie canzoni scritte all’età di quindici anni. Mikey è dunque un personaggio che vive un serio momento di indecisione, che ha paura del futuro che l’aspetta e che soprattutto non si sente in grado di gestire una famiglia e di diventare finalmente adulto, responsabile ed autosufficiente.
Ambientato quasi completamente in interni, Momma’s Man è un film evidentemente autobiografico. Non solo i personaggi della madre e del padre sono interpretati dai veri genitori del regista (Flo Jacobs e Ken Jacobs), ma anche la casa che fa da set è la reale abitazione newyorkese dei Jacobs, situata esattamente nel quartiere Tribeca, in cui Azazel è cresciuto. Ed è proprio da essa che nasce il soggetto del film. Il regista infatti, preoccupato dalla trasformazione del suo quartiere, ha deciso di rendere omaggio al microcosmo dell’appartamento in cui ha vissuto - un assurdo loft diviso da montagne di libri, opere d’arte, oggetti improbabili. Il tuffo nei ricordi del passato di Mikey è un dunque un’immersione nella memoria e negli affetti dello stesso autore della pellicola.
La macchina da presa si destreggia nel disordine creativo dell’arredamento della casa mettendo in evidenza le stranezze che lo contraddistinguono ma al contempo descrivendole come elementi normali e familiari. L’autobiografismo del film trapela però in modo particolare nel modo con cui il regista tratteggia e descrive i personaggi dei genitori. Le inquadrature che li mostrano appaiono infatti sempre pregne di amore e di rispetto. Soprattutto la madre, nonostante la sua petulanza ed il suo costante stato d’ansia per il figlio, è descritta quasi in modo sacrale, come un figura intoccabile ed eterea, della quale non si può mai ignorare il bisogno di un abbraccio e che non può mai essere contraddetta. I suoi primi piani sono dei veri gesti d’amore in cui vivono un immenso affetto ed un’immensurabile riconoscenza.
Interpretato splendidamente dagli attori (su tutti la mamma Flo Jacobs), che sanno rendere sullo schermo le sfumature emotive dei loro personaggi, il film presenta come unico difetto una lentezza eccessiva nella parte centrale, che fa perdere leggermente di ritmo la narrazione. Momma’s Man rimane però un’opera deliziosa, fresca e divertente, leggera e profonda allo stesso tempo.


CAST & CREDITS

(Momma’s Man); Regia, sceneggiatura: Azazel Jacobs; fotografia: Tobias Datum; montaggio: Darrin Navarro; musica: Mandy Hoffman; interpreti: Matt Boren (Mikey), Flo Jacobs (la mamma), Ken Jacobs (il papà), Dana Evron (Laura); produzione: Artists Public Domain; origine: USA, 2008; durata: 94’.


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