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Moonrise Kingdom - Una fuga d’amore

Pubblicato il 6 dicembre 2012 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Moonrise Kingdom - Una fuga d'amore

Lunghe carrellate laterali intervallate da panoramiche a schiaffo e zoom improvvisi introducono in pieno stile Wes Anderson i personaggi di Moonrise Kingdom, film d’apertura della 65° edizione del Festival di Cannes. La firma del regista si staglia inconfondibilmente sulle immagini sin dal primo minuto. Una costruzione minuziosa dell`inquadratura, una fotografia ricca di colori sbiaditi, costumi curati in ogni minimo dettaglio, perfette e simmetriche scenografie abitate da figure dai caratteri fumettistici, che trasmettono la loro normalità attraverso comportamenti in bilico tra la caricatura e il surreale.

L`ambientazione questa volta è un`isola delle acque di fronte la costa del New England e l`anno è il 1965. La storia è quella di due ragazzi dodicenni, lui boyscout, orfano di entrambi i genitori, lei figlia maggiore di una stramba famiglia che vive nel nord dell`isola. Basta un breve incontro per far capire ad entrambi che si tratta di amore e cosi, dopo uno scambio epistolare di un anno, i due si avventurano in una fuga per i fiumi e i boschi, una fuga dall`insoddisfazione delle loro rispettive realtà governate da stupide regole.

Soffermando il suo occhio simpaticamente deformante sia sul viaggio dei due giovani sia sulla nutrita squadra (scout, poliziotto, genitori, assistente sociale) di assurdi personaggi che partono disperatamente alla loro ricerca, Anderson realizza una piacevole commedia ricca di continue sorprese e trovate, semplice nella sua costruzione narrativa ma mai banale nei contenuti e nella caratterizzazione dei protagonisti. Moonrise Kingdom è un film che va oltre la sua apparenza di gioco puerile e di divertissement, un`opera che cela dietro le sue suggestive immagini innumerevoli rimandi cinematografici e profondi sottotesti critici (è chiaro il messaggio antibellico, la denuncia delle guerre intraprese solo per sfizio, cosí come l`ammonizione nei confronti di genitori egoisti e incapaci di capire i propri figli), e che soprattutto dà valore alla purezza, all`innocenza dei sentimenti e alla possibilità per tutti di un positivo riscatto nei confronti di un`esistenza priva di felicità.

Con una messa in scena e una delineazione dei personaggi che ricorda di continuo un film di animazione (d`altronde con Fantastic Mr. Fox ci si era resi conto che il miglior mezzo di rappresentazione cinematografica per la poetica di Anderson fosse appunto l`animazione, in quel caso in stop motion), Moonrise Kingdom procede spedito con il ritmo, la densit à e la forza narrativa di un cortometraggio, ci lascia apprezzare in ogni sfumatura le interpretazioni dei due piccoli (ma bravissimi) protagonisti e dei veterani che li circondano (Bill Murray, Bruce Willis, Edward Norton, Harvey Keitel, Tilda Swinton, Frances McDormand) e immerge lo spettatore in un clima fiabesco da cui è difficile liberarsi usciti dalla sala. Peccato che, come spesso succede nei film di Anderson, nella parte finale si percepisce una certa eccessiva insistenza nel cercare per forza lo spunto originale e bizzarro. Ma resta in ogni caso un`opera dal grande impatto visivo e emozionale.


CAST & CREDITS

(Moonrise Kingdom); Regia: Wes Anderson; sceneggiatura: Wes Anderson, Roman Coppola; fotografia: Robert Yeoman; scenografia: Adam Stockhausen; musica: Alexandre Desplat; interpreti: Jared Gilman, Kara Hayward, BillM Murray, Bruce Willis, Edward Norton, Jason Schwartzman, Frances McDormand, Harvey Keitel, Bob Balaban; produzione: AMERICAN EMPIRICAL PICTURES, INDIAN PAINTBRUSH; durata: 93`


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