Musica: Geografia di una nuova storia

Oltre le montagne, oltre gli incroci e le confluenze con la vecchia Dixie Highway, a Ovest, comincia un’altra storia musicale, sulle acque del Mississipi, da Chicago a New Orleans, lungo la U.S. Roue 61: Northern Blues, Classic Blues e Soul Music. Queste sono le zone, principalmente, in cui vennero deportati dalle colonie inglesi in Canada lungo la costa atlantica, gli Acadians francesi, les Cadiens, a scendere fino alla Lousiana, dove ora sono largamente accettati come cajuns, assieme alle loro tradizioni, alla loro cucina, molte volte confusa con le adiacenze di quella creola (boudin, boudin balls, gumbo, jambalaya e maque choux, peperoni-sedano-cipolle), ai loro costumi (il capuchon e il Courir de Mardi Gras, torneo simile alla corsa che celebravano nel Candlemas, in Nuova Scozia, prima dell’espulsione, a seguito della quale si è probabilmente diffuso in tutti gli Stati Uniti il Groundhog Day).
La deportazione dei francesi, dei Cajuns (riconosciuti come gruppo etnico nazionale dal 1980), The Great Upheaval, avvenuta per mano degli inglesi che avevano occupato le terre a Sud-Est del Canada, cominciò nel 1755 e terminò nel 1763, proprio quando iniziarono a ingobbirsi i rapporti tra gli inglesi e i coloni americani; ed è molto probabile che per questo, e sicuramente per molti altri motivi, sia nata una sorta di collaborazione tra francesi e americani per l’indipendenza degli americani.
In tutti i casi non è il solo Marchese de La Fayette, al fianco dei coloni americani contro gli inglesi e con i rivoluzionari francesi contro la corona francese, che «ritorna dall’America, importando la Rivoluzione e un cappello nuovo», è anche Filippo Mazzei; nonostante le parole di Rino Gaetano siano sicuramente migliori e molto più convincenti, e considerando che di Filippo Mazzei è la prima grande compilazione della storia degli Stati Uniti d’America (1788), scritta in francese, per i francesi, di ritorno dall’America, così come le sue note sulla Virginia Gazette erano state scritte in inglese per gli americani e la loro nuova storia. Tuttavia sono proprio queste le zone che diedero i natali a Louis Prima.
Louis Prima nasce a New Orleans, nel 1910. Nel suo disco del 1957, The Wildest, cercherà di distribuire l’essenza dei suoi concerti, a partire dalla magistrale formulazione del collage, del mix o del medley tra due pezzi riscritti in un solo movimento musicale. Così con Just a gigolo/I aint’ got nobody, in apertura del disco. Così con Angelina/Zooma Zooma, in quasi qualunque suo concerto, la sua particolarissima interpretazione di Luna mezzo mare e Mamma mia m’ha maritari, due canzoni del 1928 attribuite a due diversi autori: Citorello e Galasso, introdotte in medley dal suo hit del 1944 dal titolo Angelina di Doris Fisher (il corrispettivo al femminile di Rudy Vallée relativamente alla comunicazione musicale e discografica dell’epoca) con Allan Roberts.
Louis Prima lascerà un segno indelebile nella storia del cinema d’animazione, doppiando King Louie, ne Il libro della Giungla, 1967, con la magnifica Swing dance in the jungle. Anche Louis Prima conterà di Paul Revere, e in pratica si sostituirà a Vallée nell’interpretazione dello swing, mettendo un elemento originario nelle lingue del mediterraneo, che Vallée conosceva perfettamente, e che è stato il primo a utilizzare mescolate assieme su vasta scala, cogliendone l’attimo innovativo soprattutto dal punto di vista della letteratura e del suo sviluppo. In questo modo Louis Prima sarà il capostipite di tutta una serie di interpreti contraddistinti dai passaggi in italoamericano; e Rudy Vallée l’elemento originario.
Ma volendo raccontare una storia più completa, si può risalire al teatro, seguendo una direzione molto diversa dal tracciato europeo; delineando un volo che parte dalle congiunture di certe espressioni pittoriche tardo ottocentesche con la musica sua contemporanea, per confluire nel teatro di Brecht, nel cabaret di Kurt Weill e Bertolt Brecht, nelle piazzette parigine, o in quelle di Berlino; e dalla cui parte opposta si va verso un impegno che ritaglierà pezzi di gloria per lo swing e il cabaret (nella cui versione europea era assente lo swing): cabaret, quindi, piccole parentesi teatrali, non più musiche e non solo teatro, di cui Louis Prima fu se non l’inventore, uno dei comunicatori più celebri.
E del teatro, il punto più interessante e pertinente di questa sferzata verso il cabaret e lo swing, è fornito da Cole Porter, che animerà arie celebri trasportando poi lo swing, fuori dal teatro, a Las Vegas, con Louis Prima; ma sempre sulle ali di un’aria celebre, classica anche in questo caso, verso la lounge, con toni e modi più rilassati e di solo accompagnamento delle vicende in sala tra i commensali nei vari locali, verso l’intrattenimento puro.
Di questa faccenda, Louis Prima è il contenuto iconico più rilevante, e dello swing. I suoi movimenti a scatto, lo scat singing (per la cui ricostruzione si va troppo in là con gli anni) saranno vitali per la cultura pop (si può ripartire da Fred Astaire per ricostruire la portata musicale e non solo delle sue esibizioni umoristiche).
Louis Prima restituirà allo swing tutta la scompostezza del ballo frenetico che aveva perso nelle sue elaborazioni televisive e radiofoniche, tra l’altro tipica delle tarantelle del Sud Italia, e da lui si ripartirà per le celebrazioni nouvelle-swing.
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