Nicolas Cage: "Sarò un detective in The Frozen Ground"

“Sono stato fermo un anno, ma sono tornato al lavoro con più energia di prima”. Così si è presentato Nicolas Cage al Giffoni Film Festival. L’attore premio Oscar per Via da Las Vegas è apparso entusiasta per la sua partecipazione alla manifestazione cinematografica per ragazzi più famosa del mondo. A parte il fastidio provocatogli dalla scomoda (ma inevitabile) domanda sulla sua presunta evasione delle tasse (“non ho evaso proprio niente, altrimenti non sarei qui e sarei in galera”), Cage ha parlato di tutto, dai suoi nuovi progetti alla sua passione per i fumetti.
Lei ha vinto un Oscar ma anche un Razzie Award. Che rapporto ha con i premi?
Per me i premi non contano molto, non li prendo troppo sul serio. Prendo sul serio altre cose, il Festival di Giffoni ad esempio, che vale molto più di qualsiasi premio. Io sono fiero delle mie origini italiane, mi piace la cultura, il cibo, la mitologia dell’Italia. E sono innamorato dell’idea del Giffoni Film Festival, con ragazzi che arrivano da tutti i Paesi, una filosofia unica al mondo che ci insegna che siamo tutti un’unica cosa, siamo esseri umani con le stesse emozioni. Dobbiamo far sì che i ragazzi imparino ad amarsi gli uni gli altri prima che diventino adulti e si odino a vicenda.
Il tema del festival di quest’anno è la felicità. Per lei cos’è la felicità?
Viaggiare, incontrare posti e poesie nuove mi rende felice.
E’ famosa la sua passione per i fumetti. Li colleziona ancora?
Non ne colleziono più adesso, lo facevo quando ero ragazzo, ne leggevo moltissimi. I personaggi dei fumetti sono modelli da seguire per i ragazzi.
Che consiglio darebbe ai ragazzi che vogliono fare cinema?
Direi che è un sogno e bisogna portarlo avanti anche se nella vita troveranno persone che diranno ‘no, non ne vale la pena’, persone che proveranno a buttare giù quel sogno, proveranno a vincere loro mettendoti in cattiva luce con brutti articoli su internet o con e-mail che vorranno farti del male. Ma l’arte migliora la vita delle persone, riesce a combattere il crimine. Di questo sono convinto. I ragazzi devono essere educati all’arte, se le persone sono arrabbiate l’arte li rasserenerà, li allontanerà dalle droghe e dalla violenza.
I suoi prossimi progetti?
Mi vedrete in The Frozen Ground di Scott Walker. Interpreto un detective che cerca di fermare un serial killer rimasto impunito per tredici anni, interpretato da John Cusack. Abbiamo girato in Alaska, dove si svolge la caccia all’uomo che è anche una corsa contro il tempo, per salvare la prossima. Poi non so ancora se interpreterò la parte di Thomas Edison nel film su Nikola Tesla. E’ una storia affascinante, che il cinema deve approfondire. A me piacerebbe fare tutti quei film di cui leggo sui giornali. La verità è che non ho ancora deciso.
Nuovi progetti da produttore o da regista?
Nessun progetto né di produzione né di regia. Vorrei concentrarmi di nuovo sulla mia carriera di attore, vorrei tornare a fare un film indipendente, tornare alle origini.
In The Family Man interpretava un manager che sceglieva di tornare indietro nel tempo. Lei cosa cambierebbe della sua vita se potesse tornare indietro?
Questa domanda è un po’ una trappola. Ho vissuto per 48 anni e non cambierei assolutamente nulla.

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