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Intervista a Andrea De Liberato

Pubblicato il 4 ottobre 2015 da Monia Manzo


Intervista a Andrea De Liberato

Intervistiamo il giovane e già navigato produttore romano Andrea De Liberato: alle spalle molti film tra cui coproduzioni americane, in cui ha dimostrato di essere una promessa del nostro mercato. Questa volta invece il suo intuito é stato messo alla prova da un lavoro molto "italiano" per quanto concerne lo stile nonché la storia che racconta.

Anche tu ormai hai già diversi film alle spalle. Come inserisci Bagnoli jungle tra tutti?

Ringrazio per l’immeritato appellativo di giovane. Bagnoli Jungle è un lavoro contraddittorio rispetto alla mia linea editoriale che prevede solo film in lingua inglese. Come nel caso del precedente Spaghetti Story, nasce da una mia tendenza patriottica (e mai nazionalista): sono intervenuto in fase di post-produzione, associandomi con gli altri produttori per permettere di completare il film. Non voglio e non posso abbandonare del tutto il cinema italiano, lo sentirei come un tradimento culturale.

Trovi che ci siano delle possibilità di crescita per una tipologia di film come questo?

Ci sono enormi possibilità di crescita per un cinema digitale, a basso costo, ma non povero. I primi frutti stanno già arrivando, almeno da un punto di vista critico. Ma arriverà presto, almeno per alcuni, anche il successo commerciale.

Come è stato il lavoro e il rapporto con un regista come Antonio Capuano?

Con Antonio c’è una vecchia amicizia e grande stima. E’ un poeta che va lasciato libero di creare, ha bisogno di un produttore solo per questioni tecniche e organizzative. Ha un grande spirito pratico ed è sempre pronto ad ascoltare, ma bisogna rispettare la sua essenza di autore.

Cosa ti ha affascinato della storia così marginale di Bagnoli Jungle?

Credo che il film riesca a trascendere la sua marginalità per trovare una dimensione più universale. Da anni suggerivo a Capuano di cimentarsi con un’opera del tutto libera e anticonvenzionale: con estrema soddisfazione noto che ha seguito il mio suggerimento, mettendoci tutta la verità e la poesia che solo lui poteva dare.

Quale sono i tuoi prossimi progetti?

Sono alla pre-produzione del prossimo film di Peter Greenaway, Walking to Paris, la storia del grande scultore Constantin Brancusi che nel 1903 viaggiò a piedi da Bucarest a Parigi. Ho comprato i diritti di Amnesia, un romanzo “supernatural thriller” di Andrew Niederman, lo stesso scrittore de L’Avvocato del Diavolo e spero di portarlo presto sullo schermo. C’è una grande star di Hollywood che lo sta leggendo. Inoltre, vorrei realizzare una sceneggiatura di azione che ho scritto con un giovane americano.


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