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Populaire

Pubblicato il 4 marzo 2012 da Annalaura Imperiali

VOTO:

Populaire

Molto atteso nella città eterna, in occasione dell’attuale edizione del Festival del Cinema di Roma, Populaire è ancora più atteso in Francia, suo paese d’origine, dove il popolo patriottico e storicamente legato alla propria filmografia d’arte lo aspetta in sala verso la fine di Novembre.

La trama racconta qualcosa di comicamente intrigante: siamo nella primavera dell’anno 1958 quando Rose Pamphyle ha ventuno anni, vive con suo padre, un burbero vedovo titolare dell’emporio di un piccolo villaggio in Normandia, e soprattutto è promessa in sposa al figlio del proprietario dell’autofficina del quartiere in cui la giovane ragazza vive. Sembra attenderla, insomma, un destino non propriamente appassionante dove già si designa la figura di una casalinga docile e devota, in linea con l’immagine stereotipata della donna di quei tempi. Ma Rose non vuole proprio saperne di una vita del genere, poiché, nonostante la ricostruzione storica molto accurata della fine degli anni cinquanta, durante i quali le donne non avevano ancora vissuto la rivoluzione culturale e sessuale che ha portato alla maggiore parità dei diritti, la protagonista di Populaire è del tutto all’avanguardia. Così decide di partire per Lisieux, piccolo comune a non molta distanza da Parigi, dove il trentaseienne Louis Echard, carismatico titolare di un’agenzia di assicurazioni, sta cercando una segretaria. Il colloquio per l’assunzione si rivela un fiasco totale, ma Rose dimostra di avere un dono: batte i tasti della macchina da scrivere ad una velocità vertiginosa e così ha buone possibilità per ottenere il posto e non solo quello. Tutto ciò che l’aspetta è un corso da dattilografa che si rivelerà illuminante per il suo futuro…

Populaire raccoglie applausi e risate sia dal pubblico che dalla stampa nel corso di questa giornata al Festival nostrano. Merito, senza dubbio, della spigliatezza espressiva dell’esordiente regista francese Régis Roinsard che sa rendere perfettamente la comicità che scaturisce dal duo formato dalla classica impacciata ragazza alle prime armi e dall’ancora più classico amante-guida che se ne innamora pian piano.

Divertente capire anche come è nata l’idea del film che, a quanto dice lo stesso Roinsard, "…è venuta fuori grazie alla visione di un documentario sulle macchine da scrivere in cui si parlava dei vecchi campionati che si svolgevano un tempo.” Dopo tre anni di lunga documentazione in merito e, ancor più, dopo lo studio volto al desiderio di ricostruire un cinema comico alla 
Billy Wilder, Roinsard è riuscito egregiamente nel suo intento di far ridere attraverso uno humor piacevole e lontano dalla volgarità quasi sempre imperante al giorno d’oggi.

Fare il bis del recente ed enorme successo di un altro film d’epoca francese, The Artist, non è poi così facile. Però mettercela tutta (e non si può non dare importanza, da questo punto di vista, alla scelta reiterata di Bérénice Bejo) per proseguire la forza della commedia d’oltralpe non è nemmeno così scontato!


CAST & CREDITS

(Populaire) Regia: Regis Roinsard; soggetto e sceneggiatura: Daniel Presley , Regis Roinsard, Romain Compingt; fotografia: Guillaume Schiffman ; montaggio: Laure Gardette, Sophie Reine; scenografia: Sylvie Olive; costumi: Charlotte David; interpreti: Romain Duris (Louis Echard), Déborah François (Rose), Bérénice Bejo (Marie Taylor); produzione: Les Productions du Trésor, Panache Productions, La Compagnie Cinématographique Européenne; distribuzione: BIM Distribution; origine: Francia, 2012; durata: 111’.


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