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’O SCARFALIETTO

Pubblicato il 9 dicembre 2008 da Giovanna Vincenti


'O SCARFALIETTO

Dal 5 al 17 dicembre è in scena al teatro Ambra Jovinelli, ‘O scarfalietto (Lo scaldaletto). La commedia, ispirata all’opera francese La Boulé di Meilhac e Halévy, è stata scritta nel 1881 dal grande maestro della commedia napoletana, Eduardo Scarpetta, e in seguito è stata ripresa dal suo altrettanto celebre discepolo, Eduardo De Filippo, che ne ha fatto un libero adattamento. A più di un secolo dalla sua genesi, dunque, questa pièce, sia pure presentataci in chiave decisamente più moderna nella messa in scena diretta da Armando Pugliese, continua a far ridere di gusto il pubblico sensibile, ieri come oggi, alla dirompente comicità partenopea. La commedia, proprio come vuole la tradizione, è in tre atti. Protagonisti sono due giovani sposi, Amalia e Felice Sciosciammocca (Susy Del Giudice e Mimmo Esposito), i quali, in seguito a numerosi quanto futili litigi, che vedono coinvolti anche i loro coloriti servitori, Michele e Rosina, decidono di intraprendere le vie legali per separarsi. Si affidano, così alle mani di due grotteschi principi del foro, da una parte il distinto e forbitissimo Antonio Saponetta (Lombardo Fornara) e, dall’altra, l’improbabile Anselmo Raganella (Ernesto Lama) che li assisteranno fino al processo. In questa situazione di conflitto viene coinvolto anche il povero Gaetano Capocchia (Giovanni Esposito), che, invaghitosi della verace soubrette Emma Cartcioff (Patrizia Monti), vorrebbe prendere in fitto un appartamento, appartenente ai due coniugi, per ‘sistemare’ la sua amata, ben lontana dagli occhi di sua moglie. Gaetano viene conteso dai due coniugi, in quanto risulta essere un prezioso testimone per la loro causa di separazione. Alla fine, in un crescendo di situazioni al limite dell’assurdo e di spassosissimi lazzi verbali, praticamente imposti dall’energia dirompente della lingua, il napoletano, si giunge ad un inaspettato ribaltamento della situazione, proprio nel momento in cui il giudice (l’acclamato Antonio Casagrande) sta per emettere la sentenza. Degni di nota, per la loro comicità, i momenti che costellano tutto il secondo atto e che vedono protagonisti la Cartcioff e un estroso coreografo, Boris Profofieff (ancora una volta Ernesto Lama) alle prese con la messa a punto di un numero ormai sempre più prossimo al debutto e la cui perfetta riuscita è impedita, ogni volta, da un qualche incidente… Momenti sicuramente impreziositi dalle musiche di Pasquale Scialò e dalle coreografie di Silvana Lo Giudice. Uno spettacolo, dunque, all’insegna di una comicità semplice e solare, tipica della commedia napoletana della quale, peraltro, sono presenti tutti i caratteri fondamentali. Quasi tre ore di risate garantite, che al giorno d’oggi non è poco…


Regia: A. Pugliese; Interpreti: A. Casagrande, G. Esposito, M. Esposito, E. Lama; Scene: B. Buonincontri; Musiche: P. Scialò; Luci: F. Sabatino; Costumi: S. Polidori; Coreografie: S. Lo Giudice.


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