Open Grave

Il Tempo della Memoria è la memoria del tempo: il ricordo in quanto substrato dell’essere umani, sedimentazione che è una sorta di storicizzazione interiore ed individuale, ponte necessario per gettarsi verso un futuro più o meno condiviso, all’interno di un insieme collettivo di singoli e di singolarità, individui diversi ma con le medesime necessità, ognuno con la propria esistenza da ri-costruire, laddove l’accumulo dei ricordi diviene l’esperienza sulla quale lasciar poggiare il pensare (e) il proprio futuro.
Open Grave: una tomba aperta dalla quale lasciar emergere un passato nascosto tra le pieghe della mente, un recondito da esplorare tra i sentieri che si perdono nella fitta foresta che circonda sei personaggi alla ricerca di se stessi, costretti a ricalcare le orme che li hanno condotti fin lì, un vissuto che assume i contorni di un preesistente filmico e diventa il ’Whodunit’ alla base di una pellicola che mescola al suo interno più generi: dal survival all’horror all’apocalittico con spruzzi di simil zombie movie, fino al thriller psicologico, non particolarmente sanguinario, quasi in una riproposizione e in una totale sovrapposizione di labirintici percorsi che toccano la realtà e la sua rappresentazione (di chi vive la realtà e di chi tenta di restituirla, cinematograficamente).
Film indipendente, distribuito in Italia (grazie alla Eagle Pictures) come primo Paese a livello mondiale, Open Grave si basa su di una sceneggiatura, scritta fai fratelli Eddie e Chris Borey e diretta dal quarantenne spagnolo Gonzalo López-Gallego, che presenta alcuni interessanti spunti. Più che altro a livello ideale: ispirazioni che però si spuntano man mano che la storia avviluppa le sue trame, mentre il racconto procede e lascia lentamente emergere informazioni che fanno diradare le nubi dietro le quali il passato si cela.
John (Sharlto Copley) si risveglia in una tomba all’aperto, ricoperto di decine e decine di cadaveri. Faticosamente, tornando alla vita, rattrappito dopo avere giaciuto immobile per chissà quanto tempo, grazie all’aiuto di una ragazza cinese muta riuscirà ad uscire dalla fossa comune, situata in un luogo sperduto, immerso in una florida vegetazione. In una casa John troverà altre quattro persone, tutte smemorate come lui. L’unica che sembra sapere è la ragazza cinese, la quale, però, può comunicare solamente scrivendo nella sua lingua madre, incomprensibile al resto del gruppo. Un gruppo fin da subito attraversato da forti frizioni interne. Attriti acuiti dal costante pericolo incarnato da una moltitudine di esseri umani che di umano sembrano mantenere ben poco, toccati da una forma di feroce bestialità.
Dopo avere destato i propri spettatori in un gorgo situato in media res, Open Grave a più riprese utilizza brevi flashback per mostrare sprazzi di quel passato che fin lì i protagonisti ha condotto, procedendo a ritroso e lasciando pian piano affiorare la terraferma dal marasma della presente assenza di sicurezze. Meccanismi narrativi, questi, che qui presto divengono abusati, utilizzati senza particolare fantasia, anzitempo appesantendo la pellicola a causa di uno sfruttamento programmatico di tale mezzo, che diviene il fiore all’occhiello di una visione che, seppure cominciata in modo intrigante, nel suo complesso non riesce a svettare in modo opportuno al di sopra della mediocrità, in fretta spegnendo pure la vitalità cinematografica dei personaggi portati sulla scena, così come quello che sarebbe potuta essere stato un alone di vis polemica intorno il film, ossia un suo particolare – magari intenso - sguardo morale sulla società odierna, punto di vista che avrebbe potuto tramutare Open Grave in una onestissima opera dal respiro sufficientemente ampio.
(id.); Regia e montaggio: Gonzalo López-Gallego; sceneggiatura: Eddie Borey e Chris Borey; fotografia: José David Montero; musica: Nome; interpreti: Sharlto Copley (John), Thomas Kretschmann (Lukas), Josie Ho (Brown Eyes), Joseph Morgan (Nathan), Erin Richards (Sharon), Max Wrottesley (Michael); produzione: Atlas Independent in collaborazione con la 852 Films; distribuzione: Eagle Pictures; origine: USA, 2013; durata: 102’; web info: scheda sul sito della EaglePictures.
