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P di Pinocchio di Davide Giordano e Federico Brugnone

Pubblicato il 19 ottobre 2009 da Laura Khasiev


P di Pinocchio di Davide Giordano e Federico Brugnone

Una catena che taglia il terreno, il buio che lacera lo sguardo, un individuo che sta per mettere in discussione uno degli archetipi più profondi della nostra infanzia. Al Festival CONTAMINAZIONI, autofinanziato dagli allievi ed ex allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, Davide Maria Giordano presenta la sua visione di una delle favole più celebri, quella di Pinocchio, che attraverso il teatro viene destrutturata, fino ad essere corrosa nel suo nucleo. L’operazione compiuta da Giordano, con lo spettacolo P di Pinocchio, riguarda lo smembramento di un’icona, che viene "smontata"e spogliata di tutto ciò che la caratterizza. Il lavoro fatto assieme all’altro attore, Federico Brugnone, è stato quello di mostrare l’altra faccia della favola di Pinicchio, come se ne fosse la prosecuzione. Un Geppetto, che invece di costruirsi un bamboccio di legno, per avere compagnia, fa in modo di eliminare quel vuoto che avverte, uccidendo il figlio che non ha mai avuto, distruggendo così quell’ossessione, radicata nel tempo, che ha rivestito il personaggio di un’identità ben precisa...
Colpi di accetta sul personaggio che ha accompagnato l’infanzia di molti, l’immagine che si imprime negli occhi dello spettatore è quella di un lutto al quale si partecipa con grande turbamento... La scena fa da contenitore alle palpitazioni del cuore, ma poi si dissolve nel buio, e il rumore dell’anima si perde nello spazio.
Rompere uno stereotipo così forte come quello inerente alla favola di Pinocchio è un “gesto” che scuote e disorienta il pubblico, scombussolato e frastornato dal rumore della catena trainata e dal silenzio invasivo della sala, assenza di suono, che strappa la serenità dello stomanco facendolo stare in continua tensione. Il lavoro rispecchia quelle che sono le modalità dettate dal “site specific” e si sottrae ad ogni tipo di congettura etica ed estetica, sfuggendo ogni psicologismo e facendo in modo che il teatro rifugga dalla fuzione sociale, che per tanto tempo le è stata affidata, per dirigersi verso l’attenzione all’umanità, alle sensazioni primordiali, al rapporto profondo con sè stessi e con la propria natura. Il Pinocchio di Giordano fa cadere tanti “dogmi"morali”, fa crollare le colonne su cui il pensiero si era poggiato fino ad oggi e la sensazione è proprio quella di una caduta senza meta...ma quando si esce dalla sala, con quelle mille domande e la confusione tipica di chi è appena stato travolto dal frastuono delle emozioni, si capisce che c’è qualcosa che non va più come prima nelle nostre vite. Nella favola Collodi utilizza la metafora di un uomo, che in mancanza di un figlio, ne costruisce uno di legno, che prenderà vita... la storia di un uomo che colma il vuoto del suo esistere semplicemente riempiendolo... Oggi tutto è diverso, non ci basta più chiudere un qualcosa di aperto, non ha senso far divenire pieno ciò che è nato come vuoto, oggi siamo alla ricerca di qualcosa di più, vogliamo entrare in rapporto con la vacuità, con l’orrore della “mancanza”, per capire come affrontarla e come accattare che essa faccia parte di noi e della vita.
L’attore/regista ci racconta proprio questo, attraverso un Geppetto che cerca un figlio, oppure semplicemente la parte di sé che ha perduto, un Pinocchio che, non potendo colmare il vuoto atavico nell’essere umano, muore, per poi rinascere in una richiesta non esaudita...


CAST & CREDITS

(P di Pinocchio); Regia: Davide Maria Giordano, Federico Brugnone; traiettorie sonore:Davide Maria Giordano.Dario Brugno’; scene e costumi:Dionigi maria Gagliardi; luci: Anna Faragona; interpreti: (Davide Maria Giordano), (Federico Brugnone), teatro : Orologio; info: Con la partecipazioni di:Luca Rinaldi,Vincenzo Manna,Daniele Muratore,Virginia Gherardini,Elisa Menchicchi,Eugenia Rofi,Luca Mannocci,Cecilia Zingaro,Isabella Lacquiniti,Luisa Scali,Agnese Prati,Diletta AcquaViva,Gabriele Portoghese,Francesca Mele.


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