Pasta nera

"Questo è un paese che ogni tanto ha bisogno di ricordarsi che ha fatto delle cose bellissime. Perché noi siamo contro noi stessi: ci diciamo tutto quello che di male facciamo ma ci diciamo poco quello che di buono facevamo".
Sono queste le parole conclusive di Pasta nera, documentario di Alessandro Piva presentato alla Mostra di Venezia in Controcampo italiano. Un film che racconta una particolare vicenda del secondo dopoguerra italiano, quella della momentanea emigrazione di bambini e ragazzi dal Sud al Nord, dalle famiglie estremamente impoverite dagli anni bellici ad altre famiglie “ospitanti” che vivevano in minore miseria, quelle famiglie in cui – si diceva – "si mangiava ancora il salame, la mortadella”. Per migliaia di bambini fu il viaggio della vita e della rinascita, per l’Italia fu dei primi segni di un’unità ristabilita e concreta.
"Si partiva dalle macerie e si arrivava, quando si arrivava, ad altre macerie". Così commenta una delle voci dei protagonisti di questa bellissima piccola grande storia italiana, ma le macerie del Nord permettevano almeno una vita dignitosa, con tavole imbandite di cibo e vestiti non stracciati. Per molti dei ragazzi arrivati nell’Alta Italia quella era la prima volta che vedevano certe cose. Per loro era il Paradiso. Lo testimoniano le parole di quei bambini che oggi sono persone più che mature, anziani che si sono costruiti una famiglia e una vita, ma che non dimenticano la straordinarietà di quei momenti, l’accoglienza del popolo del Nord, la sorpresa e lo stupore con cui vissero quell’esperienza. Ricordano commossi e divertiti, tengono fissi in mente anche i piccolissimi dettagli, continuano a sentirsi con chi li ospitò ormai più di sessant’anni fa. Persone che oggi per loro sono come genitori o come fratelli, perché loro li trattavano proprio come familiari aggiunti.
Con un tono da favola malinconica, scandita efficacemente da una delicata e dolce musica di commento, Alessandro Piva costruisce un documentario molto semplice nella struttura ma che suscita grandi emozioni. Alternando le testimonianze e i racconti di quei bambini ormai nonni e delle famiglie ospitanti del nord con i filmati e le foto di repertorio dell’archivio Luce, il regista ripercorre in modo lineare e didascalico e con un ritmo e un montaggio serrati, le vicende del 1947, immergendo lo spettatore in una narrazione commossa e coinvolgente, che riporta un passo importante della ricostruzione postbellica del nostro paese. Una ricostruzione metaforicamente resa sullo schermo dalle immagini dei treni che attraversano (e uniscono) l’intero paese e ancor di più sintetizzabile in quella che mostra due bambini che mano per mano corrono felicemente. Destinazione: l’Italia.
Un film da vedere per conoscere meglio il nostro passato e forse per imparare qualcosa per il nostro futuro.
(Pasta nera) Regia: Alessandro Piva; montaggio: Andrea Nobile, Marco Rizzo; musiche: Riccardo Giagni; produzione: Seminal Film, Cinecittà Luce; distribuzione: Cinecittà Luce; durata: 60’.
