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Pesaro 45 - El Árbol - PNC

Pubblicato il 23 giugno 2009 da Rebecca De Pas


Pesaro 45 - El Árbol - PNC

L’ormai onnipresente Carlos Reygadas produce il debutto alla regia del montatore di Japon, Carlos Serrano Azcona.
El Árbol e’ la storia di una caduta. Santiago perde la famiglia e il lavoro, non puo’ vedere i suoi figli, lo licenziano dal suo misero lavoro di barista e si ritrova di colpo davanti alla sua disfatta, in un punto in cui tutto comincia ad andare male troppo velocemente, dove non si riesce piu’ ad aggrapparsi alle sere di feste, alle donne di passaggio, ai giochi di strada. Santiago comincia a camminare e noi con lui, in una Mexico inesistente, quasi sempre fuori campo, esclusa alla vista dall’attenzione maniacale per il volto dell’attore, che a poco a poco smette di avere espressione e speranza. Ai piu’severi il film potrebbe ricordare una versione soft di Rosetta dei Dardenne , Il rimando ai fratelli belga e’ esplicito. Si Simpatizza velocemente per il protagonista: anche se siamo certi della sua miseria personale, della sua piccolezza, proviamo quasi empatia per tanta inerzia, per tanto vagabondare inutile e doloroso. Quello che colpisce del film è la bravura con cui il regista registra il dolore e l’ impotenza davanti al caso avverso, la rassegnazione con cui si accetta la discesa verso la solitudine e l’emarginazione. Rimane l’ombra della maniera a non convincere completamente.
I dialoghi scarni, le carrellate serrate e mosse sono diventate ormai un ingrediente indispensabile per figurare nei cartelloni dei grandi festival, e se Los Bastardos di Amat Escalante, altro film messicano prodotto da Reygadas, accompagna lo stesso stile a una storia dura e sporca di soppruso sociale e politico, El Arbol non ha forse la stessa potenza, lo stesso coraggio.
Lasciamo Santiago in piedi su un ponte, dal quale probabilmente non si buttera’, in extremis disturbato nel suo esercizio di libero arbitrio da un prete e da un gruppo di canto apparsi dal nulla nella desolazione della periferia della grande metropoli.


CAST & CREDITS

(El Árbol); Regia e sceneggiatura: Carlos Serrano Azcona; fotografia: David Valldepérez; montaggio: Manuel Muñoz, Carlos Reygadas, Carlos Serrano Azcona; musica: Ginferno, Wolfgang Amadeus Mozart; interpreti: Mayte Cedeño (Lucia), Bosco Sodi (Santiago), Maria Brunete (Marta); produzione: Carlos Reygadas, Jaime Romandia, Jaime Rosales, Carlos Serrano Azcona; origine: Messico, Spagna, 2009; durata: 70’


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