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Pink Subaru - TFF 2009 - Festa Mobile

Pubblicato il 20 novembre 2009 da Gaetano Maiorino


Pink Subaru - TFF 2009 - Festa Mobile

Il confine tra Israele e la Palestina senza guerra, né attentati, dove le uniche esplosioni sono i fuochi d’artificio per festeggiare lieti eventi e il più grosso dei problemi è ritrovare un’automobile rubata il giorno dopo l’acquisto. Sembra impossibile eppure si tratta di vita quotidiana nel piccolo paese di Tayibe a due passi dalla West Bank, centro delle tensioni tra israeliani e palestinesi. Doveva arrivare un regista giapponese (ma che lavora in Italia) a raccontare questa storia, questa commedia strampalata che sorride e fa sorridere delle stranezze di un gruppo di arabi israeliani, alle prese con il furto di una Subaru Legacy nera metallizzata nuova di zecca. Kazuya Ogawa è alla sua opera prima e sceglie di partire dalla sua “connazionale” Subaru, l’auto più venduta in quella zona, per costruire una storia di quotidiana follia che coinvolge una famiglia intera. Dopo vent’anni di duro lavoro in un ristorante di Tel Aviv, Elzober finalmente compra una macchina nuova. Si uccide l’agnello e si dà sfogo alla felicità con canti e danze, un lieto evento è accaduto. Quello di Elzober per la sua auto è un amore intenso, al punto tale che nei sogni la Subaru prende le forme di una bellissima donna in nero che risolleva dalle acque il nostro protagonista e lo fa volare con sé verso la felicità. Ma la gioia è di breve durata. La mattina dopo l’auto è sparita, rubata, il sogno distrutto. Da un soggetto semplicissimo gli sceneggiatori Giuliana Mettini e Akram Telawe (anche attore protagonista del film), costruiscono una vicenda che si snoda tra ladruncoli, maghe, ricettatori e sfasciacarrozze, una vicenda che riunisce la famiglia attorno alla sventura di Elzober e in cui ciascuno dà il suo contributo purchè in casa torni la serenità. Proprio l’unità familiare è un tema interessante che il regista giapponese affronta. Elzober è vedovo, la sua famiglia ormai sono le sorelle, i cugini, i nipoti. Tutti si prendono carico di un pezzo di tristezza per la scomparsa dell’auto e tutti si stringono attorno a lui per supportarlo nella ricerca. Un’altra interessante riflessione è necessaria sulla multiculturalità che Ogawa ha voluto sottolineare nel suo film. Elzober cucina sushi per i clienti del ristorante, la famiglia ha tra le sue fila una coppia di ebrei sefarditi, entrano in scena anche due giapponesi. Tutti hanno un ruolo fondamentale, sia nello svolgimento della storia sia negli equilibri di un gruppo. Il mondo moderno è fatto di questo mischiarsi continuo, una contaminazione inevitabile anche in un luogo molto particolare come la West Bank. Per Ogawa, laureato a New York, le differenze culturali sono all’ordine del giorno, e la presenza di due orientali in un paesino come Tayibe è anche un ulteriore spunto per altre gag ben riuscite. Scene divertenti, siparietti surreali in una trama molto semplice e di conseguenza esile, tanto da sfilacciarsi in alcuni punti, soprattutto nelle sequenze con i personaggi secondari. Ma quando la scena la riconquista Telawe, si ride senza sosta (una scena su tutte l’invocazione a Dio in piena notte perchè ritrovi la sua Legacy dopo una serata ad alto tasso alcoolico). Ma Pink Subaru è soprattutto un altro sguardo su una terra martoriata e affossata dalla guerra, che per una volta dimentica il suo dramma per godersi una storia allegra, a lieto fine, dove si celebra un matrimonio anziché l’ennesimo funerale. Un po’ di speranza, non volendo dimenticare la realtà (i check point sono presenti in molte inquadrature, fanno ormai parte del paesaggio), ma focalizzando l’attenzione su un altro aspetto della vita, quella allegria e felicità familiare per cui ancora vale la pena continuare a lottare giorno dopo giorno.


CAST & CREDITS

(Pink Subaru); Regia: Kazuya Ogawa; sceneggiatura: Akram Telawe e Giuliana Mettini; fotografia: Hiroo Yanagida; montaggio: Kazuya Ogawa; musica: Yanasunori Matsuda; interpreti: Akram Telate (Elzober), Lana Zreik (Aisha), Nidal Badrneh (Jameel), Salwa Nakkara (Im Subaru); produzione e distribuzione: Compact; origine: Italia – Giappone, 2009; durata: 96’.


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