Plein sud - Andando a sud (DVD)

Sébastien Lifshitz è un cantore di muri.
Nel suo cinema se ne ergono a profusione, occupano ogni spazio, inibiscono, con la loro semplice presenza, ogni forma di dialogo, ogni possibilità di reciproco comprendersi.
Sono i muri delle nostre paure, composti, mattone dopo mattone, su un agglomerarsi di piccoli e grandi traumi, di silenzi sofferti e di mezze parole. Il tutto tenuto insieme da quella calce viva delle nostre cattive abitudini che il sole forte del tempo che passa indurisce come un cemento che è sempre più difficile rompere.
Nel cinema di Sébastien Lifshitz, alla grande umanità con cui vengono osservati i vari personaggi, si accompagna sempre la scorata consapevolezza del loro essere monadi allo sbando, in cui ogni forma di contatto, sin nella profonda intimità del sesso, è momentanea, fugace ed essa stessa altro potenziale costruttore di muri.
I dialoghi, così, passano nel silenzio, si infarinano in poche parole e cuociono al fuoco lento dei bisogni inappagati.
La lingua è la prima barriera. In alcuni casi, diventa centrale, come l’inglese stentato del Mikhail di Wild side, un immigrato russo che, per ovvie ragioni, può sfruttare, nel dialogo col mondo occidentale, solo la lingua dei bisogni primari e del lavoro. In Plein sud, invece, la lingua è raggelata nei segreti che essa potrebbe veicolare.
Sam l’ha trasformata, dopo che piccolo aveva visto il padre suicidarsi durante un litigio con la madre, in un silenzio rabbioso, fatto di pochi intercalari e qualche frase di passaggio. Lea l’ha convertita in un linguaggio corporale e disinibito che nasconde una gravidanza non sa ancora bene neanche lei quanto indesiderata. Mathieu l’ha trasformata in immagine, riprendendo con la sua fida telecamera tutto ciò che gli pare opportuno, ma assumendo con questo la posizione dell’osservatore passivo che stenta a tenere a freno il suo disperato bisogno di amore. Jeremie, da parte sua, è un terzo incomodo, un autostoppista chiamato da Lea stanca di assistere alle schermaglie amorose, irte di spine, tra i due uomini che l’accompagnano.
Le monadi impazzite di questo dolente quadrilatero si urtano ad ogni passo, si spezzano in dolori grandi e piccoli, in un’ansia di estate e di mare che tende a scivolarti addosso lasciandoti solo bruciature.
Sébastien Lifshitz è bravo nel dare il senso di questi destini incrociati, scavando con grande sensibilità nei loro silenzi, nelle direttive degli sguardi sempre ego centrate anche quando sembrano guardare all’altro con amorosa partecipazione. Il suo occhio conta tutte le ferite di questi personaggi incapaci a completarsi reciprocamente e ne canta il pianto sommesso e l’infinito bisogno di riparazione.
Plein sud è un film piccolo, fatto di sguardi e aceto, triste anche nella ricomposizione finale in cui, almeno uno, riesce ad avere la consolazione di un bagno rigeneratore in acque dolci tanto che ti sciolgono. Ma la sua immagine più forte è quella di una passeggiata in cui madre e figlio, una a fianco all’altro, affrontano il silenzio di città, reciprocamente estranei. Immagine potente di un dolore contratto e amaro che affonda le sue radici lontano, nel chissà dove dell’infanzia.
La qualità audio-video
Ottimo il quadro. Nitido e pulito quanto basta in un film con poche notti al fuoco dei falò e molti giorni affogati di luce che mangia e asciuga. I colori sono brillanti, i neri abbastanza profondi (forse qui qualcosa in più poteva esser fatta) e la profondità è quella giusta.
La traccia audio è una sola, francese 2.0 con sottotitoli italiani opzionabili, ed è forse un po’ poco per chi compra DVD soprattutto pensando all’home theatre. In realtà, però, la traccia copre bene un film tessuto prima di tutto col cotone scuro dei silenzi.
Extra
Acquistando il DVD si ha accesso anche ad un codice per usufruire della copia digitale del film. Una soluzione comoda per chi vuole vedere il film anche sul computer e dispone di una buona connessione. Per il resto, su disco, ci si accontenta di una gallery, del trailer italiano e di uno spot pubblicitario della collana Queer. Pochino, in verità.
(Plein sud); Regia: Sébastien Lifshitz; interpreti: Yannick Renier, Léa Seydoux, Nicole Garcia, Théo Frilet, Pierre Perrier; distribuzione dvd: Atlantide Home Enterteinment.
formato video: 2.35:1 (16/9); audio: Francese Dolby digital 2.0; sottotitoli: italiano
Extra: 1) Trailer 2) Gallery 3) Video promozionale della serie Queer 4) Copia digitale
