PRIMI AMORI, PRIMI VIZI, PRIMI BACI

Prossimo ad essere presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Alice nella Città”, Primi Amori, Primi Vizi, Primi Baci (orribile traduzione del titolo originale Nos Jours Heureux) conferma la straordinaria capacità del cinema francese di confezionare divertenti commedie. Sebbene in questo caso il risultato sia tutt’altro che eccellente, il film si fa comunque apprezzare perché non ha la pretesa di essere una grande opera e si pone come unico intento quello di far riaffiorare i ricordi della giovinezza e dell’infanzia.
I registi Eric Toledano e Olivier Nakache, al loro secondo lungometraggio, riescono a condire il racconto di un tono nostalgico che, pur risultando alla lunga una scelta narrativa banale, irrompe nella memoria dello spettatore. Inoltre il semplice umorismo che pervade l’intera pellicola sa coniugare con perfetto equilibrio verosimiglianza e caricatura. Il racconto di una vacanza in una colonia estiva è un facile spunto per poter costruire una commedia che risulti simpatica - ne sono esempio i precedenti cinematografici su questo argomento (vedi Polpette di Ivan Reitman); ma se questi film erano sempre e solo destinati ad un pubblico giovane e intenti ad offrire esclusivamente un divertimento spicciolo e fine a se stesso, Nos Jours Heureux si differenzia da essi per il tentativo non del tutto riuscito di celare dietro l’esile ma allegro racconto un’analisi del mondo giovanile e degli scontri generazionali.
Nonostante qualche risvolto narrativo rimanga scontato e la reiterazione di qualche gag eccessiva e ridondante, la pellicola si appoggia su una sceneggiatura che tratteggia con la giusta ironia i personaggi-tipo che governano la narrazione (su tutti Mimoun, bizzarro cuoco marocchino interpretato da Jean Benguigui). Forse il racconto perde qualcosa nella trattazione dei rapporti, soprattutto in quelli tra gli animatori, i cui occhi sono il mezzo attraverso il quale ci viene mostrato la storia, e i ragazzi. E’ vero sì che i loro dialoghi sono forse gli spunti più divertenti perché sfociano sempre in quelle assurdità dovute al gap d’età e quindi di maturità che divide i loro “mondi”, però Toledano e Nakache non sembrano essere in grado di scavare nella vera natura delle colonie estive, cioè quella che porta gli animatori a tornare bambini pur coscienti delle proprie responsabilità di adulti e che spinge i ragazzi a voler crescere subito nonostante non possano fuggire dai limiti dei loro anni.
Il problema di Primi Amori, Primi Vizi, Primi Baci sta nel fatto che si àncora fortemente alla memoria senza mai staccarsene. I due registi, che sono stati animatori nelle colonie, devono a questa loro esperienza la verosimiglianza dei personaggi, ma i piacevoli ricordi che essa che ha lasciato loro li ha portati ad esagerare nella rappresentazione del divertimento e quindi a rendere il film, seppur leggero e frizzante, a tratti esile e fragile nella sua struttura.
(Nos Jours Heureux) Regia: Eric Toledano, Olivier Nakache; soggetto e sceneggiatura: Eric Toledano, Olivier Nakache; interpreti: Jean-Paul Rouve (Vincent), Marilou Berry (Marie-Laure), Omar Sy (Joseph), Jean Benguigui (Mimoun), Lannick Gautry (Daniel), Julie Fournier (Lisa), Josephine de Meaux (Caroline); fotografia: Rémy Chevrin; montaggio: Dorian Rigal-Ansous; musica: Frédéric Talgorn; produzione: Quad Productions; origine: Francia; durata: 103’
