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Promised land

Pubblicato il 14 febbraio 2013 da Matteo Galli
VOTO:


Promised land

Crediamo che si possa convenire sul fatto che i film migliori Gus Van Sant se li scrive da solo (My Own Private Idaho, Elephant, Paranoid Park).
Quando gira i film scritti da altri il risultato lascia un po’ perplessi: il regista con una marcata cifra autoriale deve venire a patti con una sceneggiatura che lui, ne possiamo stare certi, non scriverebbe mai così. È il caso anche dell’onestissimo, ma molto molto convenzionale Promised Land, una via di mezzo tra Local Hero e Erin Brockovich ma anche una specie di Mr Smith goes to Washington al contrario, dove l’aula del Senato è la palestra di una High School di provincia e dove alla fine dei suoni lo stesso personaggio, interpretato da Matt Damon, recita al contempo il ruolo dell’accusa e della difesa, dell’uomo puro e dello sciacallo speculatore, un ruolo controverso, una scissione che appaiono, a ben vedere, molto chiari fin dalle prime battute del film. Senonché per arrivare allo show-down di questa schizofrenia il film deve attraversare una serie di peripezie, alcune scontate altre magari meno scontate ma decisamente meno convincenti (una colossale sorpresa della sceneggiatura, che non riveleremo, è ben giusto che stupisca lo spettatore, ma il protagonista, giunto ai vertici della sua ditta, per favore no). L’oggetto del contendere è la terra, la sana, vergine terra americana, che fa parecchia gola ad una compagnia specializzata in fracking, che in italiano si dice fratturazione idraulica: si trivella la terra con trapani assai invasivi per arrivare giù fino al gas naturale, energia pulita sì, magari più pulita del carbone e del petrolio, ma che strada facendo rischia di provocare danni niente male alle coltivazioni, al bestiame, all’economia agricola, su cui le comunità, rurali appunto, si reggono. Secondo uno schema ben noto e prevedibile si tratta di convincere i piccoli proprietari terrieri a cedere gli appezzamenti o comunque a permettere i lavori di scavo, promettendo grandi guadagni, prospettive futuro per loro e i loro figli; secondo uno schema ben noto ci sono gli scettici, quelli che anche in una comunità arcaica e arretrata si sono documentati su Google, gli ecologisti, i professori in pensione etc etc. Secondo uno schema ben noto il buon Steve (Damon), accompagnato dalla scafata e disillusa Sue (interpretata da una sensazionale Frances McDormand) alterna mimikry (si veste, senza grandi sforzi, come le persone che deve convincere; senza grandi sforzi, perché anche lui è uno di loro, originario di Eldridge in Iowa e ai piedi ha ancora le scarpe del nonno) a suadenza, gentilezza a minaccia, anche se – lo capisce ben presto – questo lavoro di persuasione trivella, erode lui stesso prima di chiunque altro. Il bravo ragazzo di provincia che è sempre stato è duro a morire. Tutta la questione morale, circoscritta dal complesso fracking, si rivela a ben vedere un pretesto per una più ampia riflessione su quali sono i valori identitari su cui (ancora?) si regge la comunità americana: la terra, il passato, la solidarietà oppure il denaro, il profitto, e un non meglio precisato futuro. La sceneggiatura che si basa su una storia dello scrittore americano Dave Eggers l’hanno scritta i due attori protagonisti Matt Damon e John Krasinski. Damon aveva anche preso in considerazione l’ipotesi di girarsi il film da solo. Poi per la terza volta nell’arco di quindici anni - dopo Good Will Hunting e dopo Gerry – è ricorso a Gus Van Sant, che ha illustrato con le sue belle plongée la vergine terra americana, ha tratto sicuramente il meglio dagli attori, ma non ha fatto molto altro.


CAST & CREDITS

(Promised Land); Regia: Gus Van Sant; sceneggiatura: Matt Damon, John Krasinski, da un soggetto di Dave Eggers; fotografia: Linus Sandgren; montaggio: Billy Rich; interpreti: Matt Damon (Steve Butler), John Krasinski (Dustin Noble), Frances McDormand (Sue Thomason), Rosemarie DeWitt (Alice); produzione: Sunday Night Productions, Pearl Street Productions, The Media Farm; origine: Usa, 2013; durata: 106’.


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