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Qualche nuvola - Conferenza stampa

Pubblicato il 6 settembre 2011 da Antonio Valerio Spera


Qualche nuvola - Conferenza stampa

Presentato in Controcampo Italiano, Qualche nuvola di Saverio di Biagio è stato uno dei film più apprezzati della sezione, per il suo ritratto realistico della borgata romana. Film che purtroppo vedremo nelle sale solo nel prossimo anno, a marzo, come ha annunciato il produttore Alberto Leotti. A presentarlo al Lido sono sbarcati il regista ed il cast. Grande assente Elio Germano.

Saverio Di Biagio, come nasce l’intento di questo film?

Saverio Di Biagio: Volevo raccontare la borgata, la sua vitalità, e mi è sembrato che creare un conflitto tra la borgata e la borghesia era il modo migliore. L’idea di partenza è quella di raccontare questo mondo vitale, solitamente descritto in modo deprimente nel cinema italiano.

Hai detto che il tuo punto di riferimento è Robert Guédiguain, ma il film ricorda anche il cinema italiano degli anni ’50

S.D.B.: Effettivamente quando ho scritto il film, mi trovavo in un periodo in cui ero molto attento a Renato Castellani, a Luciano Emmer, al neorealismo rosa. Per quanto riguarda Guédiguain, mi piace il suo tocco, il lavoro di squadra, il modo in cui descrive la città Marsiglia. Amo molto il suo stile.

Come hai scelto il cast?

S.D.B.: Quando si scrive un film, si pensa sempre di poter avere Robert De Niro nel cast. Poi ovviamente quando il film s gira davvero devi tornare con i piedi per terra. Con questo non vuol dire che non sia soddisfatto dei miei attori. Anzi. Penso di aver messo insieme uno dei più bei cast in circolazione. E’ stato un casting molto lungo. Nessuno degli attori ha fatto meno di 3-4 provini.

Una domanda per gli attori: ci raccontate i vostri personaggi?

Michele Alhaique: Io ho sempre visto Diego come un antieroe, perché si lascia trascinare dalle scelte degli altri. E’ un personaggio che ricorda quelli di Svevo, che hanno un’inettitudine nei confronti della vita e della realtà. Per me è stato molto divertente ed emozionante lavorare con Saverio e tutti gli altri attori. Lavorare con Saverio vuol dire lavorare con un regista molto attento. Saverio è sempre stato vicino alla macchina da presa, come facevano i registi fino a 20 anni fa. E questo dà tanta tranquillità all’attore. E’ un grande pregio per un regista.

Primo Reggiani: Ivan è la parte di Diego che quest’ultimo non vuole perdere, perché gli ricorda la borgata. Per costruire questo personaggio mi sono solo guardato incontro, ho studiato i miei amici. Sono molto felice di aver fatto parte a questo film.

Michele Riondino: Il mio personaggio è un prete sportivo, un ruolo molto particolare per cui già da subito ho pensato di non avere il “phisique du role”. Per prepararmi ho vestito l’abito sacerdotale e ho pescato nei ricordi e nei cliché.

Aylin Prandi: Il personaggio di Viola è un personaggio contemporaneo che rappresenta una parte della società in cui viviamo; lei vive con i suoi sentimenti nobili e sinceri. Ero molto contenta di partecipare a questa bella storia. Saverio nel casting è stato molto umano ed è stato un incontro bellissimo. Leggevo la sceneggiatura e ridevo durante la lettura.

Greta Scarano: Questo è il mio primo film per il cinema, Cinzia è una donna molto volitiva, con cui personalmente sono entrata in conflitto quando ho letto la sceneggiatura, perché il suo atteggiamento è quello di una donna antica e non contemporanea come mi ritengo io. Lei mette la famiglia di fronte ad ogni altra cosa perché non ha nient’altro.


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