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Quando la notte

Pubblicato il 28 ottobre 2011 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Quando la notte

Ci aspettavamo di più, molto di più, da Quando la notte e da Cristina Comencini. La selezione in concorso a Venezia, un ottimo cast, una location affascinante e una storia, tratta dal suo omonimo romanzo, di maternità, passione, rimorsi, paure represse, incomunicabilità. E soprattutto un trend abbastanza positivo negli ultimi tempi per la regista, che con La bestia nel cuore (comunque non esaltante) aveva offerto un racconto duro, commovente ed universale (tanto da ottenere una nomination agli Oscar) e con Bianco e nero si era districata benino nell’ambito della commedia sociale. Non abbiamo mai ritenuto Cristina Comencini una grande autrice - e probabilmente non lo sarà mai - ma sicuramente una buona narratrice che, nonostante gli alti e i bassi, avrebbe prima o poi azzeccato il film giusto per consacrarsi definitivamente e per conquistare in seguito quella sicurezza necessaria per trovare la stabilità qualitativa finora non raggiunta. Per la sorella Francesca, quel film è stato Lo spazio bianco – e vedremo se in futuro manterrà questi livelli - e per Cristina invece avrebbe potuto essere proprio Quando la notte. Avrebbe potuto, ma così non è stato. Del film lascia perplessi soprattutto la confusione della sua autrice, che dall’inizio alla fine non riesce a indirizzare il racconto per una strada ben precisa. Dramma esistenziale? Noir dell’anima? Dolorosa storia d’amore? L’opera prova ad essere tutto questo insieme senza trovare mai un amalgama perfetto, perdendosi in mille discorsi narrativi appena accennati, poi ripresi all’improvviso, ed in conclusione mai risolti.

Il film parte bene, con la descrizione di questa madre sola e celatamente depressa, in vacanza in montagna con il figlio di due anni, alle prese con le difficoltà della maternità, dalle frequenti notti insonni, alle sere in cucina, all’incertezza dell’esser un buon genitore. Una storia che ricorda molto tanti tragici fatti di cronaca degli ultimi anni che la Comencini porta sullo schermo con il suo stile semplice ed introspettivo intervallato da momenti furbi ma ben diretti (vedi la Pandolfi che balla e canta la canzone della Nannini). Quando però il racconto dovrebbe spiccare il volo, prendere ritmo, allargare le sue pretese e spingere sull’acceleratore del dramma psicologico, immergendosi nel dolore, nella rabbia, nell’insoddisfazione della sua protagonista, la regista perde la bussola della narrazione. Il personaggio maschile interpretato da Filippo Timi entra prepotentemente nella vicenda e lo sguardo introspettivo si sdoppia tra le due figure, cercando di indagare la tristezza della prima e contemporaneamente di scavare nel passato del secondo, non arrivando mai nel profondo di entrambi gli aspetti. Il film entra così in un vortice demolitore sempre più forte, che sfalda gradualmente la storia, ne confonde gli intenti e apre parentesi narrative che non incontrano mai fine. La seconda parte dell’opera prosegue per blocchi, in modo anche troppo ellittico, con violenze fisiche e psicologiche analizzate superficialmente, con fatti di cui non si comprendono le motivazioni, con un amore folle e impossibile di cui non si capiscono le ragioni. I difetti cominciano a rintracciarsi sia nella regia, fredda e indecisa tra diverse tonalità, sia nella sceneggiatura, sperduta e inconcludente, che denota segni di debolezza nell’evoluzione dei personaggi e soprattutto nei dialoghi banali, fuori luogo e involontariamente comici. E di ciò ne risentono anche i due protagonisti, Claudia Pandolfi e Filippo Timi, incolpevoli e spaesati interpreti ingabbiati nel vuoto labirinto psicologico costruitogli intorno e purtroppo impossibilitati a dare una vera e chiara anima ai rispettivi Marina e Manfred.

Quando la notte è un’occasione persa. Sulla carta gli elementi per un buon film, complesso e toccante, c’erano tutti, ma il risultato finale manca di profondità e di emozioni. Un passo indietro per Cristina Comencini, che però aspettiamo fiduciosi alla prossima prova.


CAST & CREDITS

(Quando la notte) Regia: Cristina Comencini; sceneggiatura: Cristina Comencini, Doriana Leondeff dall’omonimo romanzo di Cristina Comencini; montaggio: Francesca Calvelli; musica: Andrea Farri; fotografia: Italo Petriccione; interpreti: Claudia Pandolfi, Filippo Timi, Michela Cescon, Thomas Trabacchi, Denis Fasolo; produzione: Cattleya, Rai Cinema; distribuzione: 01 Distribution; durata: 108’.


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