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Questi fantasmi!

Pubblicato il 14 novembre 2007 da Giovanna Vincenti


Questi fantasmi!

Al teatro Ambra Jovinelli, dal 19 dicembre al 7 gennaio, ancora una volta dopo ‘O scarfalietto, il regista Armando Pugliese ci propone una celeberrima commedia eduardiana, Questi fantasmi!, che proprio in questi giorni festeggerà sessantuno anni dal suo debutto nel 1946 con la compagnia a ‘Il teatro di Eduardo con Titina De Filippo’, al teatro Eliseo, oggi, splendidamente interpretata da Silvio Orlando. Giunto ormai al terzo anno di repliche, lo spettacolo continua a raccogliere uno straordinario successo. La storia è quella di Pasquale Lojacono, esponente della piccola borghesia napoletana del secondo dopoguerra, al quale, insieme alla sua giovane moglie Maria, viene offerta la permanenza gratuita in un palazzo secentesco, creduto, però, infestato da fantasmi. Inizialmente scettico, e pronto a sfatare le dicerie sulla sua nuova dimora, Pasquale scambia, però, il ricco amante di sua moglie, Alfredo, per uno spettro, vuoi per la suggestione, vuoi, molto più probabilmente, per un rifiuto di guardare in faccia la verità del tradimento, vuoi, ancora, per sfruttare la situazione e usufruire, così, dei soldi e dei regali che la “misteriosa” presenza fa sì che si “materializzino” in casa della coppia… Ingenuo, patetico, un “puro di cuore” come spesso è stato definito, o, al contrario, cinico e scaltro, Pasquale è un personaggio d’eco vagamente pirandelliana, dai molteplici volti, che si presta a diverse interpretazioni e Orlando, con una mimica e dei tempi pressoché eccellenti, è bravissimo nel far emergere questa ambiguità che oscilla tra tenera innocenza e disperata lucidità. In particolare, ciò avviene durante le chiacchierate al balcone con il professor Santanna, il dirimpettaio, (che altri non è se non il pubblico stesso, al contempo confidente ed antagonista), il quale, anche se, alle volte, può risultare indiscreto, è l’unico capace di ascoltare Pasquale fino in fondo. “Niente professore. Non è niente. Tutto a posto, tutto tranquillo. I fantasmi non esistono. I fantasmi siamo noi”, dirà Pasquale alla fine del secondo atto, apparentemente per sviare l’attenzione di un vicino dall’occhio un po’ troppo vigile, ma facendo intravedere, in realtà, una sibillina confessione dell’amara consapevolezza del suo autoinganno. Sotto le vesti, insomma, di una scoppiettante commedia napoletana, si cela, in realtà, il dramma di un uomo costretto a fare i conti con le proprie paure e debolezze. Un’opera, dunque, in cui il confine tra tragico e comico è labilissimo, quasi impercettibile, lo spettatore ride e si diverte, ma ha anche molto su cui riflettere. “Ho dichiarato sempre che si tratta di una tragedia moderna”, affermava Eduardo, “perché c’è la capitolazione di tutti i sentimenti, la distruzione di tutti i poteri morali di questa nostra, tra virgolette, civiltà. Insomma è il momento di sbandamento del dopoguerra che ha rivoluzionato poi tutto. I fantasmi chi sono? Sono quelli che vivono questa nostra vita, sono i fantasmi del passato che vengono agli occhi alterati di Pasquale Lojacono e che sembrano fantasmi. […]Siamo noi che consolidiamo e portiamo avanti a passo lentissimo le leggi più anacronistiche e più distruttive della terra. Questo è il significato dei Fantasmi“. Belle le scene di Bruno Buonincontri e lodevole l’interpretazione di Tonino Taiuti, nei panni del portiere Raffaele, che approfittando della crescente suggestionabilità del padrone di casa, fa passare i suoi piccoli furti per fenomeni paranormali, meno convincente, invece, l’amante fedifraga interpretata da Maria Laura Rondanini.


Regia: Armando Pugliese; Scene e costumi: Bruno Buonincontri; Musiche: Pasquale Scialò; Luci: Cesare Accetta; Interpreti: Silvio Orlando, Tonino Taiuti, Carlo Di Maio, Mimma Lovoi, Daniela Marazita, Francesco Procopio, Lello Radice, Maria Laura Rondanini.


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