Radicanto

Al Festival CONTAMINAZIONI l’attore Giuseppe Mortellitti ha presentato il monologo Radicanto. Il titolo si ispira all’idea di un “canto delle radici” ed infatti ciò a cui si assiste è proprio una metaforica melodia dell’animo. Si tratta del gioco con la vita di un uomo qualunque, che parla con se stesso e con l’universo. Viene messo in scena il suo flusso di coscienza, un dialogo interiore che evidenzia i suoi e le sue incertezze nei confronti di una vita che scorre troppo velocemente.
Il dramma che tiene sospesi gli individui è proprio il sentirsi sospesi fra mille dubbi. In questo spettacolo non viene solo raccontato tutto ciò che di solito è invisibile e che ognuno tiene dentro di sé, ma viene anche “disegnato” attraverso movimenti, danze, canzoni e gesti che poco hanno a che fare col naturalismo. E così la fantasia si incontra con la voce più profonda dell’animo per giungere alla rappresentazione di un ragazzetto che salta sui mattoni, che corre in bicicletta alla ricerca di una strada e che alla fine capisce che non c’è direzione giusta e sbagliata: può soltanto apprezzare giorno per giorno quello che riceve dalla sua esistenza.
L’inserimento della canzone russa Бременские музыканты rende il vero senso del monologo. La melodia è quella di un cartone animato (I musicanti di Brema) in cui un giovane canta che “non c’è nulla di più bello che stare con i propri amici”, rimandando proprio alla concezione di “un vivere alla giornata”, che può rappresentare una soluzione al problema della ricerca di felicità. Sapersi godere tutto ciò che viene, senza pensare a cosa ne sarà del domani: forse è proprio questa la strada da percorrere per dare un senso al proprio percorso di vita. Un raggio di sole, il vento fra i capelli oppure semplicemente sentirsi in armonia con ciò che si ha intorno divengono i doni più belli, da cogliere nell’attimo in cui arrivano, per poi disciogliersi nel nulla, lasciando però quel senso di serentià che permette di andare avanti e pensare che la propria strada è degna di essere percorsa.
All’interno del monologo Mortellitti inserisce le musiche di Coustadous, Piero Ciampi, Cramberries, Bob Dylan, Enzo Iannacci, che fanno da collante a tutti gli elementi costitutivi della rappresentazione scenica del monologo, racchiuso così in un’unica immagine che colpisce lo sguardo del pubblico e che resta nella sua mente anche quando tutto si spegne e il sipario si chiude.
Saper apprezzare ogni attimo come fosse il più importante della nostra vita è l’insegnamento che questo spettacolo ci lascia, senza cadere nel didascalismo, ma piuttosto trascinando gli spettatori in un mondo fantastico dove è possibile vedere da vicino ciò che di più profondo caratterizza gli individui.
(RADICANTO); Regia:Giuseppe Mortellitti; drammaturgia: Giuseppe Mortellitti; luci: Desy Gialuz; asistenza audio e video: Dasy Gialuz;grafico: Sergio Sivilia, foto: Elisa Gallucci, Sergio Sivilia, Giuseppe Mortellitti, Sofia Verkhovskaia; costumi: Marilisa mortelliti; interpreti: ( Giuseppe Mortelliti); teatro: Orologio; info: Festival Contaminazioni;
