Radio Singer - Famille - TFF 2009 - Italiana.doc

Italiana.doc, concorso per documentari italiani del Torino Film Festival, apre con una doppia proiezione. Uno dopo l’altro in sala, vengono mostrati al pubblico Radio Singer, ultimo lavoro di Pietro Balla, e Famille, secondo documentario dell’italo francese François Farellacci. Due film all’apparenza molto diversi, ma in realtà due indagini alla ricerca di memoria e alla scoperta del passato, il primo partendo dalla memoria storica per ricostruire un senso più privato del rapporto del regista con il presente, il secondo puntando una lente d’ingrandimento sulla propria famiglia per comprendere meglio la propria identità. Due documentari però che vedono i registi mettersi in gioco in prima persona, Balla come voce narrante del suo racconto, Farellacci addirittura davanti alla macchina da presa, facendo da vero protagonista del film.
Radio Singer per Balla è un film viscerale, nato dalla rabbia di un’esperienza precedente, quella di Thyssenkrupp Blues, conclusasi con lo sfaldarsi del gruppo di persone con cui aveva lavorato, e riparte proprio con la scena conclusiva di quel film, un operaio che torna al suo paese natale ormai senza lavoro e pieno di incertezza sul futuro. Per comprendere come si è arrivati a questa situazione ai giorni nostri, il regista piemontese crea un parallelo tra il 1°agosto del 2009 e lo stesso giorno del 1977, quando a Leinì, piccolo paese a nord di Torino, la fabbrica della multinazionale Singer chiude i battenti e lascia senza lavoro più di duemila operai. Forse tutto parte da quel giorno, quando nasce la protesta meglio organizzata degli operai italiani. L’occupazione degli stabilimenti Singer è coordinata e costante, diventa un movimento di protesta sociale esemplare e un momento di aggregazione culturale inaspettato. La protagonista, Maddalena, speaker della radio libera Radio Singer, intanto, racconta la protesta nell’ultimo giorno di trasmissioni dell’emittente. Balla gioca con la realtà, decide di narrare una storia senza la pretesa di rivelare una verità assoluta sui fatti drammatici che fecero da contorno all’occupazione, primo fra tutti il corteo di protesta che portò al lancio di molotov contro un bar frequentato da giovani di estrema destra in cui un ragazzo perse la vita. Condensa le storie che ha raccolto nella preparazione del film in questa donna che diventa un simbolo, quasi un’icona e prova a comprendere come sia stato possibile arrivare al vuoto sociale di oggi, con una città deserta e insensibile alle notizie dei licenziamenti, delle chiusure di fabbriche dei suicidi degli operai senza lavoro, a differenza di trentadue anni fa quando il movimento riempiva le strade e, come mostrano le immagini di repertorio, c’era così tanta folla da non riuscire a distinguere i volti.
Tante domande e poche risposte anche per Farellacci. La sua famiglia è una sorta di cellula nomade che si muove continuamente per il mondo. Ventisette traslochi in varie città solo da parte di suo padre, quasi la stessa cifra per il nonno, poco meno di venti anche per lui. Una tendenza genetica al nomadismo, che fa da spunto per il giovane Corso per interrogarsi su come fare a trovare le proprie radici. Il problema dell’identità diventa irrisolvibile e forse l’unico legame comune con un luogo per tutti i membri della famiglia, è evidente soltanto nella leggenda delle sue origini greche, raccontata dal Nonno Farellacci all’inizio del film. Ma è appunto una leggenda. Lunghi dialoghi con macchina fissa rallentano il ritmo, e forse il regista insiste troppo sui gesti quotidiani dei suoi personaggi senza un motivo evidente. Farellacci realizza un film bizzarro ma delicato, privato, intimo, e ci fa riflettere sulla necessità di ognuno di riconoscersi in un passato.
(Radio Singer); Regia: Pietro Balla; sceneggiatura: Pietro Balla, Marcella Filippa, Enrico Miletto; fotografia: Pietro Balla, Francesca Frigo, Andrea Parena; montaggio: Cristiana Flamini; musica: interpreti: Erika de Crescenzo, Bruno Brancaleoni, Salvatore Merola; produzione: Deriva film; distribuzione: Deriva film; origine: Italia, 2009; durata: 52’.
(Famille); Regia: François Farellacci; sceneggiatura: François Farellacci, Laura Lamanda; fotografia: François Farellacci, Emmanuel Cardi; suono: Vincent Piponnier, Jean-André Giannecchini; produttori: Dominique Tiberi, Paul-Philippe Casanova; origine: Italia-Francia, 2009; durata: 60’.
