Rata Nece Biti (DVD)

È inevitabile che Rata Nece Biti, documentario fiume sull’inesorabilità del ricordo nella Bosnia del dopoguerra, finisca per stimolare un ragionamento sul tempo e le sue innumerevoli manifestazioni nella coscienza degli individui. “La guerra non ci sarà”, traduzione del titolo, era la frase con cui si cercava di calmare le torbide acque del calderone di Sarajevo e della Bosnia nei mesi precedenti quel drammatico marzo del 1992. La guerra invece c’è stata eccome e l’occhio della macchina da presa di Daniele Gaglianone, regista e scrittore del documentario, indaga a distanza di poco più di dieci anni (il documentario è del 2008) ciò che resta degli eccidi, delle divisioni e degli esodi che hanno dilaniato quei luoghi, cercando di sollevare il velo che i sopravvissuti hanno provato a porre sul proprio passato per costruirvi sopra la neonata Bosnia-Erzegovina.
Due diverse idee di tempo sembrano scandire la realtà nei racconti dei protagonisti di Rata Nece Biti: c’è un tempo in movimento e un tempo immobile. Il primo, progressivo, ha accompagnato le fasi della ricostruzione e permette di lavorare a un futuro complesso e ricco d’interrogativi legati alla povertà e alla disoccupazione della Bosnia attuale. L’altro tempo è invece statico, sospeso: la sua zavorra è un passato che continua a farsi presente, fantasma inesorabile. È il tempo dei villaggi sulla Drina desertificati dalle bombe, dei muri di Srebrenica ancora macchiati dai fori dei proiettili, delle scritte lasciate dai soldati sulle pareti di un capannone abbandonato, della continua ricerca dei corpi dei cari scomparsi da anni ed anni, del rancore etnico che ancora serpeggia in Bosnia, inestinto e forse inestinguibile. È questa sofferta combinazione di futuro e passato a intrecciarsi nelle storie di Zoran, pittore tornato in patria a cercare la propria strada, Sasa, giovane disoccupato che frequenta gli ambienti della destra serba, Aziz, soldato bosniaco scampato ai massacri, Hajra, che nei boschi di Srebrenica ha perso marito e figlio, e degli altri protagonisti, ognuno foriero della propria porzione di ricordo.
Rata Nece Biti è documentario di parola, di racconto, di ascolto. Non si sostengono tesi, non si impongono chiavi di lettura: si ricostruisce la realtà attraverso la conoscenza e l’approfondimento, lasciando lo spettatore solo di fronte al discorso di un intero popolo. Le rade immagini di repertorio, le parole dei politici del tempo, le rassicurazioni dell’ONU sono guardate da una distanza tale da renderle funzionali a ribadire responsabilità mai pienamente accettate. Il passo ruvido della macchina da presa segue il percorso dei protagonisti tra strade e boschi, fiumi e monti, entrando nei loro villaggi e nelle loro case: è una lunga discesa a spirale in cui, man mano che i dati si accumulano e la realtà storica prende forma, più nitida si rivela l’impossibilità di afferrare il senso profondo di quanto accaduto. Il documentario, pur avendo vinto il premio della giuria al 27° Torino Film Festival e il David di Donatello nel 2009 come miglior lungometraggio di documentario, non ha ancora avuto una distribuzione televisiva né cinematografica; il dvd è stato pubblicato dalla casa editrice indipendente Derive Approdi.
(Rata Nece Biti); Regia: Daniele Gaglianone; sceneggiatura: Daniele Gaglianone, Andrea Parena, Enrico Giovannone; fotografia: Andrea Parena; montaggio: Enrico Giovannone; suono: Vito Martinelli, Angelo Galeano; interpreti: Zoran Herceg, Aziz, Sasa, Haira Selimovic, Hajra Catic, Jasmina Mameledzma; produzione: Babydoc Film; distribuzione: non distribuito; origine: Italia; durata: 176’.
