X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Ratatouille (ra-ta-tuj)

Pubblicato il 17 ottobre 2007 da Andrea Di Lorenzo


Ratatouille (ra-ta-tuj)

’Ratatouille’ è il nome che indica, nella cucina francese, un piatto povero, a base di pomodori, cipolle, zucchine, melanzane e peperoni, delicatamente insaporiti da aglio ed erbe di Provenza (basilico, timo e prezzemolo). E’ un piatto semplice e, proprio in quanto tale, assurge a ruolo cardine nell’ultima, omonima, opera Pixar-Disney, facendo la sua apparizione nel momento culminante di una storia, al cui interno imperversano due protagonisti alquanto eterogenei: Linguini, un roscio imbranato, tanto come cuoco che come sguattero, improvvisamente salito alla ribalta gastronomica grazie all’aiuto di Remy, un ratto con la passione della buona cucina (e adepto del grande chef Gusteau, il cui dogma è "tutti possono cucinare") e dal fiuto formidabile. Sarà dunque questo piatto a base di verdure che verrà servito al temibile critico gastronomico Anton Ego, spauracchio di ogni ristorante e chef, nel momento topico di una "sfida" culinaria in cui sono impegnati uomini e ratti, uniti per amicizia e sentimento familiare. E’ un guanto di sfida considerevole, dato anche il fatto che la tenzone si svolge sul suolo francese, Patria (a detta degli stessi francesi) della migliore cucina del mondo e, forse, anche della più elaborata. La scelta, dunque, di un piatto così semplice non è allora casuale, come si ravvisa del resto anche nel titolo del film, e può essere letta principalmente come un accostamento alla semplicità nel tentativo di avversare una realtà che di semplice dimostra ben poco e che, forse, se ne va sempre più dimenticando, perdendo colore e vivacità come il cinereo Ego. Ma non solo. Questa caratteristica risulta sotto altri punti di vista come, ad esempio, la costruzione drammatica delle relazioni tra i vari protagonisti ed i protagonisti stessi: nessuna sbavatura, nessun eccesso (magari un po’ di sana assurdità, al massimo), nessuna morale gratuita. Le varie branche della storia si intersecano senza sforzo, mantenendo una gerarchia precisa, evitando di pestarsi i piedi a vicenda. Gli innumerevoli ingredienti sono dosati perfettamente ed il gusto finale risulta delizioso, ricco e corposo (giacchè il film dura quasi due ore).
Per quanto riguarda invece la realizzazione tecnica del film, la semplicità va a farsi benedire: Ratatouille esprime a livelli stupefacenti le immense qualità dell’animazione targata Pixar, a cui probabilmente non ci abitueremo mai. Stavolta i movimenti di macchina sono complessi e ripetuti come mai prima, i fondali rasentano livelli di realismo sensazionali così come fa impressione la resa dell’acqua in tutti i suoi risvolti (dai fiumi, alle fognature, ai vestiti e pellicce bagnati): ci troviamo probabilmente di fronte ad una futura pietra di paragone per il mondo dell’animazione... anche se molto probabilemente verremo presto sconfessati, magari proprio dal prossimo film Pixar!

Considerato nell’insieme della produzione Pixar, Ratatouille segue idealmente film quali Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co. e Cars - Motori ruggenti: il tema del diverso che affronta il mondo esterno scontrandosi con la diffidenza di chi lo circonda si unisce ad un punto di vista sulla vita, troppo stressante e stressata, rivisto in chiave slow and easy (mantenendo il tema gastronomico può dare un’idea citare lo Slow Food, un’associazione italiana che tenta di contrastare l’ideologia da Fast Food che va estendendosi a macchia d’olio anche sul suolo europeo). C’è dunque da parte della casa d’animazione più famosa del mondo, una volontà di mantenersi all’interno di una propria ideologia tematica, seguendo una evoluzione facilmente riscontrabile nei suoi film, un cammino che evolve e migliora per ogni passo che avanza. La paura che l’acquisizione Disney potesse modificare questa andatura verso una più smielosa e favolistica etica, pensiamo possa essere messa totalmente al bando: è vero, Cars - Motori ruggenti si dimostrò essere un prodotto che tendeva a seguire dei binari tipicamente disneyani (come ad esempio il buonismo), ma nel contempo rimaneva su temi più legati alla Pixar, quali quelli citati prima, che ritornano anche in Ratatouille; certo, c’è molto di favolistico in questo incredibile film d’animazione (i ratti affaccendati in cucina riportano alla mente i topini di Cenerentola) ma, nel complesso, risulta essere molto più adulto rispetto alla produzione disneyana, decisamente distante da essa. Dunque il piatto della bilancia pende più verso la Pixar che verso la Disney? Nessuna delle due ipotesi. Forse, in questo caso, sarebbe meglio trarre altre conclusioni: il piatto pende più verso lo spettatore. Ebbene si, è lui il vincitore della tenzone, ancora una volta. Sarà lui a godersi lo spettacolo offerto da questo nuovo capolavoro della cinematografia d’animazione, accompagnato per mano (pardon! zampa) da un ratto buongustaio che, senza ombra di dubbio, rimarrà nei cuori di grandi e piccini.


CAST & CREDITS

(Ratatouille) Regia: Brad Bird, Jon Pinkava; soggetto: Brad Bird, Jim Capobianco, Jan Pinkava; sceneggiatura: Bradi Bird; fotografia: Sharon Calahan; montaggio: Darren Holmes; musica: Michael Giacchino; scenografia: Harley Jessup; interpreti: Nanni Baldini (Remy), Riccardo Peroni (Skinner), Massimiliano Alto (Linguini), Pietro Bondi (Anton Ego), Domitilla D’Amico (Colette), Gualtiero Marchesi (Lessard), Pino Insegno (narratore); produzione: Brad Lewis, John Lasseter, Andrew Stanton per Disney-Pixar; distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia; origine: USA, 2007; durata: 117’; web info: sito ufficiale.


Enregistrer au format PDF