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RomaFictionFest 2009 – Raffinati

Pubblicato il 8 luglio 2009 da Marco Di Cesare


RomaFictionFest 2009 – Raffinati

È una piacevole sorpresa il pilota di venti minuti di questa (speriamo) futura sit-com italiana di produzione indipendente, ambientata nella periferia romana, in una ristretta unità di luogo che coincide con la piccola piazzola da benzinaio dei fratelli Mario e Saverio Schioppa. Qui i due, assai diversi tra loro per temperamento, dividono il tempo col Sor Luigi, il personaggio che, secondo Renato Marchetti (soggettista, co-sceneggiatore e interprete di Mario), rappresenta il tipico «amico del benzinaio [...] una di quelle persone che superano la sessantina e passano alcune ore al distributore di benzina di un loro amico; non hanno un ruolo preciso, alcuni si rendono utili, altri meno» e possono risultare anche un po’ invadenti. E poi Armandino, il fratello gemello di Mario (omo o eterozigote, non si sa con precisione, se non che è interpretato sempre da Marchetti), un travestito che la notte rimorchia clienti di fronte al distributore di famiglia. Sui tre pargoli aleggia sempre, però, la fotografia del defunto padre Arturo, il quale parla e dà consigli a ognuno di loro, però separatamente, attraverso la voce di Sergio Castellitto.
Vari saranno i clienti che transiteranno per quel luogo, ma tra tutti si faranno notare in maniera particolare Gian Marco Tognazzi, nella parte di sé stesso, e un discusso politico, con tanto di avvenente moglie al seguito, che è riuscita ad essere attrice in un film grazie all’intercessione del marito.
Continua macchina a mano che si muove un po’ tremolante fin dai titoli di testa, che procedono sulle note di Spendi spandi effendi di Rino Gaetano, per un’operazione che ha come principale protagonista l’uomo comune, l’uomo della strada – anche perché, come afferma Saverio, loro effettivamente lavorano in strada, tutti – che vede sfilare davanti a sé un mondo che forse non riesce neanche ad afferrare e comprendere appieno, perché troppo distante. E fa ridere con gusto una certa ignoranza che, ad esempio, lo porta a non riconoscere Tognazzi, scambiato per il suo amico Alessandro Gassman, il quale con la sua bellezza fa mostra di sé sulla copertina di un mensile: e il raffronto immagine-realtà farà esclamare al Sor Luigi un inaspettato «Ma come si è ridotto!», condannando così al torpore eterno lo sguardo dell’uomo qualunque. Così come facilmente si spegnerà la popolana voglia di rivalsa di Mario contro i poteri forti - A guera è guera!, come recita il titolo dell’episodio – subito corrotto dalla possibilità di assistere dal vivo all’intrattenimento più popolare che esista in Italia. Mentre Saverio è ogni volta accusato di essere un moderato, intellettuale ma neanche troppo, avendo Mario insinuato che il fratello forse neanche legge i libri che tiene fra le mani nella pause del lavoro.
Raffinati: perché con un certo buon gusto ci si ferma poco prima della volgarità più esplicita, senza quindi aderire completamente al contenuto che si vuole esporre, senza lasciarsi trasportare ciecamente dalle situazioni che si vengono a creare, costituendo, questo, un insegnamento per tanto cinema di cassetta italiano. E neanche la staticità del luogo e le ripetizioni delle azioni rappresentate inficiano troppo il risultato finale, se si esclude una certa breve stanca nella sezione centrale. Difetto, questo, che potrebbe essere limato continuando a lavorare su un progetto che, comunque, già così rimane degno di nota e che, in quanto fiction italiana, non sfigurerebbe su Sky.


CAST & CREDITS

(id.); Regia: Emiliano Corapi; sceneggiatura: Emiliano Corapi e Renato Marchetti; fotografia: Duccio Cimatti; montaggio: Francesco Biscuso; musica: Giordano Corapi; interpreti: Mario Schioppa (Renato Marchetti), Saverio Schioppa (Fausto Maria Sciarappa), Signor Luigi (Sergio Fiorentini), Armandino Schioppa (Renato Marchetti), Arturo Schioppa (voce off: Sergio Castellitto), Gian Marco Tognazzi (sé stesso), Teodoro Sticchi (Simone Colombari), Signora Sticchi (Cecilia Capriotti); produzione: Marvin Film; durata: 24’ a episodio.


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