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RomaFictionFest 2009 – The Wrong Door

Pubblicato il 7 luglio 2009 da Marco Di Cesare


RomaFictionFest 2009 – The Wrong Door

In questa nuova sit-com inglese si sente aleggiare il Monty Python’s Flying Circus, pietra miliare che sulla BBC nel 1969 cambiò le coordinate della comicità, portando sketch corrosivi legati da una spontanea forza intellettualmente anarchica, e ancora oggi base per tanta buona televisione d’oltremanica.
The Wrong Door nasce nel 2008, una serie composta da episodi della durata di trenta minuti, imponderabile coacervo trasmesso dalla BBC3, dove un ensemble di attori mette in scena gag che graffiano via la patina dell’irrealtà che ricopre il nostro mondo, sempre più spettacolarizzato. Ed essa stessa è il regno dell’abuso e della presenza spasmodica di personaggi e situazioni che tornano più volte, gag di continuo interrotte da altre, in un flusso che è un mosaico abilmente puntellato da un montaggio frenetico che non lascia scampo al pensiero e ai sensi, impossibilitati ad acquietarsi e a riposarsi completamente: in questo senso The Wrong Door diviene emblematico della continua stimolazione che avvolge e stravolge il nostro essere all’interno della società occidentale, ora regno di un’informazione alla quale è quasi impossibile sfuggire.
Mentre basta spalancare la porta sbagliata per entrare in un mondo che oltrepassa i confini della realtà, forse parallelo, ma di certo sovrapponibile alla nostra quotidianità, dove accade che ragazzine imberbi vengano guidate da un giochetto a diventare schiave in una fabbrica, compite famiglie inglesi accettino che la loro figlioletta frequenti un Tyrannosaurus rex, assistente di una cattedra universitaria, l’esercito crei l’essere più noioso dell’universo, capace di condurre chiunque al suicidio, una giovane coppia attraversi l’armadio componibile per approdare a Njarnia, un bosco che risulterà essere la prigione di uno shopping eterno, uomini mediocremente normali vadano al Palazzo di Giustizia di Strasburgo per mostrare i propri superpoteri, un ragazzo, giocando a tennis con la Wii, rimanga talmente strabiliato ed eccitato dai movimenti inconsapevolmente sensuali della sua partner dai capelli rossi, da sentire l’impellente necessità di chiudersi in bagno, dimenticando, però, di avere portato con sé anche il controller...
Persone di plastica e di gomma, videogiochi che sono protesi del nostro stesso corpo, lasciando la scia del nostro operato su di un qualunque schermo televisivo, l’uomo che ha superato da tempo e di gran carriera l’era industriale tanto da essere diventato esso stesso una macchina, credendo perciò di poter compiere qualsiasi atto, ma dimentico di essere solamente parte di una scacchiera della quale nessuno – almeno dal basso - può comprendere il senso. E come pedine ci si sposta verso il Nulla. Assieme a uno smodato eccesso, però, dove costante è il ricorso alla computer grafica, qui utilizzata dal regista Ben Wheatley (che è stato scoperto grazie ai suoi lavori sul web) in modo assai interessante: non, quindi, per realizzare una creazione hollywoodianamente più verosimile del vero, ma, piuttosto, per mostrare la falsità di qualcosa che appare sempre più finto, oltre che i limiti del corpo, più evidenti proprio nel momento in cui si cerca di sbarazzarsene. In questo senso ci si può rammentare delle animazioni di Terry Gilliam, insuperabile e ironicamente inquietante segno grafico e pendant del caos verbale oltre ogni regola portato dai geniali Monty Python, continuatori della strada aperta dai Fratelli Marx.

Sito di The Wrong Door sulla BBC


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