Rules of Dating

Han Jae-rim (classe 1975) è un giovane cineasta coreano che ha esordito al cinema con questo intenso lungometraggio dal titolo Rules of Dating, traduzione del coreano Yeonae-ui mokjeok, letteralmente le regole del corteggiamento. A dispetto del titolo, il film non è un derivato di Hitch, bensì una visione d’insieme sul problema delle molestie sessuali e delle relazioni amorose sul luogo di lavoro in Corea.
La storia è incentrata sulla relazione che si instaura tra Hong (Gang Hye-jung, già vista in Old Boy) una studentessa ventisettenne praticante presso un scuola superiore ed il suo supervisore, Yu-rim (Park Hae-il), di pochi anni più giovane di lei. I due si ritrovano ben presto a condividere un rapporto minato da non pochi problemi, tra cui svettano il maschilismo della società coreana e la ripulsa nei loro confronti dei loro colleghi di lavoro che, in diverse occasioni, non esitano a mettere sotto una cattiva luce la bella Hong, rivelando particolari scabrosi del suo passato. L’instabilità della loro storia, condita di alti e bassi continui e di azioni al limite della pazzia, li condurrà verso un finale che sicuramente farà riflettere lo spettatore...
Han Jae-rim dirige un film nervoso ed instabile, in cui la nevrosi collettiva e, più in particolare, quella dei due amanti, è come un pugno pronto a colpire lo spettatore attento. L’uso continuo della macchina a mano, che si snoda per quasi tutto il film e rende molto significativi i pochi casi contrari, rispecchia questa instabilità dei personaggi, sin troppo nevrotici ed insicuri, poliedrici nella loro caratterizzazione. L’incomunicabilità tra i due è un altro tema fondante della storia: causata da traumi, stress emotivi ed impulsi devianti, produce continui snodi narrativi altalenanti, in continuo squilibrio tra odio, amore, pazzia e molestie. Molestie sessuali che, appunto come dicevamo prima, formano il nocciolo centrale del film e che disegnano uno schizzo arioso sulla società coreana, una società maschilista dove il rapporto amoroso sul luogo di lavoro è da considerarsi un tabù controproducente, dove l’unica possibilità per una donna dannata che cerca di risollevarsi ma viene inesorabilmente e nuovamente sbattuta a terra, è di accusare il suo amante/molestatore/superiore in un’ottica di instabilità che riserverà ancora delle sorprese.
(Yeonae-ui mokjeok) Regia: Han Jae-rim; sceneggiatura: Goh Yoon-hee, Han Jae-rim; fotografia: Park Yong-su; montaggio: Park Gok-ji; musica: Lee Byung-woo; interpreti: Gang Hye-jung (Hong), Park Hae-il (Yu-rim); produzione: Tcha Seung-jai, Choi Seon-joong; distribuzione: CJ Entertainment; origine: Corea del Sud, 2005; durata: 118’.
