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Scrivimi una canzone (Conferenza stampa)

Pubblicato il 22 febbraio 2007 da Antonio Valerio Spera


Scrivimi una canzone (Conferenza stampa)

Roma. Arrivato in Italia per accompagnare l’uscita nelle sale della nuova commedia Scrivimi una Canzone, Hugh Grant si presenta alla conferenza stampa all’Hotel Hassler di Roma pregando i giornalisti di non fare domande sulla sua vita privata. Senza dunque entrare nelle sue vicissitudini sentimentali, la star inglese ha risposto a tutte le curiosità sul film e sul personaggio che interpreta, una pop- star degli anni ’80 ormai dimenticata dal pubblico.

Cosa ricorda degli anni’80? Che musica ascoltava in quegli anni?

Non mi intendo per niente di musica e negli anni ’80 non ascoltavo nulla. Di quel periodo ricordo solo che mi riempivo i capelli di succo di limone per tentare di schiarirli e che la mia ragazza di allora mi fece comprare una di quelle tute mimetiche che andavano di moda.

La pop band del film ricorda qualche gruppo degli anni ’80, ad esempio i Duran Duran. C’è qualche attinenza con la realtà?

Non ci siamo basati su nessuna pop star reale ma sicuramente hanno influenzato il modo con cui abbiamo interpretato la band. I Duran Duran hanno soprattutto ispirato il modo di ballare. In ogni caso, ci tengo a ribadire che non ci siamo ispirati a nessuno in particolare.

Ai seminari di sceneggiatura delle romantic comedy insegnano che per scriverle bisogna crederci. E’ lo stesso anche per voi attori che le interpretate?

Penso che ’crederci’ sia necessario per fare una commedia romantica. Ne leggo tante di sceneggiature di questo genere. Per colpirmi, lo script di una romantic comedy deve essere davvero comico, deve far ridere. Ritengo che la sceneggiatura deve venire dal cuore dell’autore. Il regista e sceneggiatore del film Marc Lawrence è una persona stranamente romantica per essere newyorkese e ciò che lui scrive lo scrive sicuramente col cuore.

In questo film canta, balla e suona. Si sente pronto per un musical?

Non mi sento portato per la musica, non ho talento musicale. E quindi il fatto di suonare, ballare e cantare ha rappresentato per me un vero e proprio incubo. Ma ho avuto ottimi insegnanti che mi hanno addestrato per mesi così come si addestra una foca. Alla fine però mi è piaciuto. Ho cominciato a gradire l’idea di suonare e cantare, e la cosa buffa è che le canzoni sono diventate delle hit negli USA. Sono improvvisamente diventato una pop star alla pari di Justin Timberlake.

Ormai è un volto fisso della commedia romatica. Sta pensando di interpretare altri ruoli? Magari ruoli drammatici?

Non ho molta voglia di interpretare film drammatici. Penso di essere in grado di farli ma sono sicuro che ci siano attori di gran lunga migliori di me. E poi i film seri non sono più difficili da interpretare delle commedie. La commedia non è un genere inferiore.

La sua interpretazione in Scrivimi una canzone è molto ironica, ma non arriva mai alla caricatura. Come si è preparato per questo ruolo?

Mi sono preparato in maniera diversa dalle solite volte. C’era moltissimo lavoro da fare sulla musica e mi sono dedicato poco al personaggio in sé. Solitamente sono molto pignolo nel preparare i miei personaggi ma in questo caso Marc Lawrence mi ha detto di non concentrarmi troppo. In ogni modo, non è stato molto facile trovare il tipo do voce giusta per cantare come una pop star, anche perché ho carcato di trovare una mia voce per cantare, senza imitare nessun cantante reale.

Lei ha dichiarato che girare un film è lungo e noioso.

Secondo me l’unico che si diverte sul set è il regista. E forse è proprio questo che voglio fare, passare dietro la macchina da presa.

Come ti sei trovato con Drew Barrymore?

Drew è affascinante, interessante; ha quella capacità di attirare in maniera infantile. E poi fa sembrare molto bravo anche l’attore con cui recita e quindi mi piace per questo.


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