Se chiudi gli occhi

Eccola la bella sorpresa del cinema italiano di questo autunno, se ne sentiva il bisogno, se ne cercavano tracce, si intitola Se chiudi gli occhi. Alla fine è saltata fuori dal sole siciliano, dalle strade e dai palazzi di Siracusa, dalla penna di una regista esordiente, Lisa Romano, che sa scrivere e sa usare la macchina da presa, che sa scegliere i suoi attori e che sa costruire per loro una storia divertente e intrigante, con qualche pecca ma molti pregi. Il pregio è soprattutto quello di far incollare allo schermo gli occhi dello spettatore dall’inizio alla fine dei 90 minuti del film, raccontando con vivacità e ritmo la vita privata di una madre giovane e un po’ scapestrata, che si intreccia con un’indagine delicata su un traffico di organi, in cui sono coinvolti piccoli delinquenti e grossi professionisti. La protagonista è Veronica, trentaquattrenne separata, con figlio adolescente perennemente incazzato, commessa di giorno, cantante di sera. La donna una notte provoca un incidente stradale in cui finisce in mare l’automobile di un pregiudicato. L’uomo va in coma, ma nel suo bagagliaio viene ritrovato il cadavere di una ragazza a cui sono stati espiantati di recente i reni. Veronica fugge sotto shock e, seguendo il consiglio della stralunata amica Sara, decide di non andare alla polizia certa che nessuno l’abbia vista. Intanto le forze dell’ordine avviano l’inchiesta, cercando di infiltrare un proprio uomo tra i trafficanti e mettendosi allo stesso tempo sulle tracce dell’altra persona coinvolta nell’incidente.
A metà tra commedia e giallo, Se chiudi gli occhi alterna sapientemente sorrisi e poliziesco. Somiglia a tratti a Notturno Bus, per la freschezza, per il dinamismo e per il saper coniugare benissimo i due generi. Giovanna di Rauso caratterizza con tanta tenerezza e altrettanta forza fisica il suo personaggio femminile, problematico e spontaneo, così realmente vivo, mentre ad Anna Foglietta sono affidati i tempi comici (per cui si rivela perfetta) e la storia d’amore che nasce con il poliziotto Alì. Forse proprio nel voler inserire un intermezzo romantico in un film che non ne sentiva necessariamente il bisogno, sta la pecca di cui si accennava all’inizio. Un po’ forzata la relazione tra Sara e Alì, quasi un espediente per completare la sceneggiatura e per inserire un lieto fine ancor più lieto del necessario. Bravo anche Frassica nel ruolo del commissario Malvezzi responsabile delle indagini, divertente senza i suoi eccessi da macchietta, convincente anche quando fa la voce grossa coi criminali. Cadenzato e avvolto dalla colonna sonora “sicilian – jazz” di Roy Paci, il film ne assorbe la brillante energia e non perde mai lo slancio iniziale. La Romano sceglie poi inquadrature interessanti completando, con un gran lavoro al montaggio, uno stile che riesce a evitare il rischio da formato televisivo, in agguato dietro l’angolo (il commissario Montalbano non è poi così distante geograficamente). Così facendo, il suo lavoro non si risolve in un ibrido con la fiction da piccolo schermo, ma resta un’opera di qualità che non a caso ha vinto il primo premio al festival del cinema italiano di Annecy.
(Se chiudi gli occhi); Regia e sceneggiatura: Lisa Romano; fotografia: Stefano Paradiso; montaggio: Giuseppe Pagano; musica: Roy Paci; interpreti: Giovanna di Rauso (Veronica), Anna Foglietta (Sara), Nino Frassica (Commissario Malvezzi), Mehmet Gunsur (Alì); produzione: Matrix Film; distribuzione: A.B. Film Distributors; origine: Italia, 2008; durata: 90’.
