Snakes on a plane

Durante la Seconda Guerra Mondiale poteva accadere, ai piloti di aerei cargo in Indonesia, di condividere il viaggio con una particolare specie di serpente arboreo bruno: un rettile che aveva la bizzarra abitudine di intrufolarsi clandestinamente sugli aereoplani.
Da questa idea, letta su una rivista naturalistica nel 1992, David Dalessandro, un amministratore della University of Pittsburgh, trae lo spunto per scrivere la sua prima sceneggiatura: Venom. Quasi subito decide però di riscriverla, modificando la trama, il titolo (divenuto Alien) ed inserendo molti più serpenti! Sfortunatamente per Dalessandro, il suo tentativo di proporre lo script alle Major Hollywoodiane, nel 1995, ottiene la bellezza di ben 30 rifiuti consecutivi. Ma la speranza, si sà, è l’ultima a morire. Nel 1999, infatti, un produttore della MTV/Paramount si rivela interessato al copione, subito seguito dalla New Line, che alla fine ne acquisisce i diritti per farne un film.
La storia vuole poi che Samuel L. Jackson (molto amico di Ronnie Yu, regista di Honk-Kong che avrebbe dovuto inizialmente girare il film), leggendo il titolo della sceneggiatura propostagli (quella intitolata Snakes on a plane) ne rimanga talmente folgorato da commentare così: "Questa è l’unica ragione per cui ho deciso di fare il film: ho letto il titolo!". Persino quando la New Line decise di modificare la titolazione in Pacific Air Flight 121, Jackson oppose il suo fermo rifiuto, ribadendo che avrebbe fatto il film solo se nel caso che la suddetta modifica fosse annullata. E aveva ragione a volerlo.
Spinto dal titolo insolito e da un attore di primo livello, il film della New Line incominciò ad essere uno dei rumors più attesi d’America, così tanto che, vista la crescente attesa dei (già) fan che avevano intasato le mail della casa di produzione americana, si decise, a riprese finite, di girare del nuovo materiale, proprio per venire incontro ad un pubblico sempre più in fremente attesa (e decisamente soddisfatto, se si pensa che sul sito di IMDB la media voto è di 7,5 su 10). In particolare, sono state aggiunte una scena di sesso ad alta quota ed una frase che il buon Jackson pronuncia verso la fine della storia, quando esprime la sua esasperazione per una situazione decisamente poco consona. La censura non ha però ben visto queste scelte ed ha deciso di etichettare, in America ma non solo, il film con una bella R (VM18) per linguaggio scurrile e per la presenza di scene di sesso, terrore e violenza. Confermiamo.
La trama del film è molto semplice: testimone involontario dell’assassinio di un giudice da parte del noto malvivente Eddie Kim, Sean Jones (Nathan Phillips) viene convinto dall’agente Neville Flynn (Samuel L. Jackson) a spostarsi sino a Los Angeles per poter incastrare il malvagio orientale. Saliti sul volo 121 della Pacific Airlines, Flynn si trova di fronte l’ultima delle situazioni che mai avrebbe potuto immaginare: un’orda di pericolosissimi serpenti stipati nell’aereo da Kim stesso per far fuori Sean. Il viaggio si trasforma così in un’epica lotta tra le serpi ed i passeggeri, letale quanto emozionante... chi sopravviverà?
Semplice e coinciso, il plot del film è l’essenza dell’ action-thriller-pulp: poco dialogo, qualche sprazzo di humour, molta suspense, un pò di carica sessuale, qualche cadavere nerastro e molta adrenalina. Una miscela devastante.
La regia di David R. Ellis (più famoso per i suoi stunt che per i suoi lavori da regista) aiuta ancor di più il film, grazie ad un ritmo martellante che non ammette pause e tiene lo spettatore fermamente incollato allo schermo. La decisione, poi, di non scegliere un singolo protagonista, ma di creare una bipolarità corale (serpenti contro passeggeri) aiuta a capire (se in verità ce ne fosse bisogno) che questo è un film di situazioni, non di personaggi: del resto Jackson ha tante scene quante può averne la Hostess Julianna Margulies (che qualcuno di voi ricorderà in ER), e non sempre risulta al centro del conflitto; c’è un turn-over di personaggi che prendono progressivamente in mano la situazione, facendola evolvere (e la stessa cosa vale per i rettili).
Come detto in precedenza, Snakes on a Plane è un fenomeno particolarmente legato ad internet ed ai suoi utenti, che tra blog, forum e quant’altro, hanno imperversato nei mesi precedenti l’uscita nelle sale, arrivando a modificare le direttive della New Line. Navigando tra le centinai di commenti e articoli presenti in questo marasma virtuale, ci si imbatte perfino in una critica che definisce questo film come uno dei migliori lavori cinematografici post 11/9... Non credo sia un’interpretazione adeguata. Gli americani vedono terroristi ovunque... persino nei serpenti.
In conclusione, andate a vederlo: perchè è un film divertente e ben realizzato e perchè, come disse Samuel L. Jackson la sera degli MTV Movie Awards 2006: "Snakes on a Plane vincerà l’Oscar l’anno prossimo," (e qui mi scuso, ma preferisco mantenere la frase originale, ha più impatto) " ’cause no movie shall triumph over Snakes on a Plane. Unless I happen to feel like making a movie called More Motherfucking Snakes on More Motherfucking Planes."
Come non dar ragione a quest’uomo?
(Snakes on a plane) Regia: David R. Ellis; soggetto: David Dalessandro; sceneggiatura: David Dalessandro, John Hefferman, Sebastian Gutierrez; fotografia: Adam Greenberg; montaggio: Howard E. Smith; musica: Trevor Rabin; scenografia: John Alvarez, Erin Gould, Mary-Lou Storey; costumi: Karen L. Matthews; interpreti: Samuel L. Jackson (Neville Flynn), Julianna Margulies (Claire Miller), Nathan Phillips (Sean Jones); produzione: New Line; distribuzione: New Line; origine: USA, 2006; durata: 105’; web info: Snakes on a plane.
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