Sola me ne vo...

Roma, Teatro Sistina – Quale che sia il personaggio che è chiamata ad interpretare, Mariangela Melato dà sempre prova del suo eccezionale talento e della sua estrema versatilità. Ciò accade anche quando, per la prima volta, si ritrova a calcare il palcoscenico ‘vestendo i panni di se stessa’. Sola me ne vo… è, infatti, una sorta di omaggio che la grande attrice milanese fa al suo pubblico, scegliendo di proporsi in maniera semplice e diretta, (apparentemente) senza maschere, regalando un po’ più di sé. Ma è anche un sottile gioco che la Melato crea, con l’aiuto di Solari, Cerami e Cassini, con il teatro stesso, sua irrinunciabile passione: quel luogo magico, privilegiato punto d’incontro tra realtà e finzione, in cui ci si può immergere fino ad annullare se stessi. Questo la Melato lo sa bene e con questo spettacolo ci dimostra quanto labile possa essere il confine tra le due dimensioni.
Perfettamente a proprio agio in quello che è, in definitiva, il suo vero mondo (con tutto ciò che di irreale esso racchiude), Mariangela Melato ce lo racconta, rivelandone luci ed ombre, scardinandone le regole, prendendosi gioco delle sue convenzioni. Ripercorre la sua carriera, fin dai suoi esordi, con ironia e leggerezza, attraverso aneddoti che vedono protagonisti la sua famiglia, la sua città e alcuni dei suoi grandi amici e colleghi e, al contempo, dà un’ulteriore conferma, qualora ce ne fosse bisogno, delle sue straordinarie qualità di interprete, tra le quali non ultima è la volontà – e la capacità… - di reinventarsi e misurarsi con nuove sfide (non per niente, con questo spettacolo, ‘debutta’ come ballerina e cantante). Passa, così, con disinvoltura, dal comico al tragico, da Brecht a Vasco Rossi, da Wanda Osiris a Gaber, dal tip tap al tango, in uno spazio scenico spoglio ed essenziale pronto ad essere inondato dal carisma e dall’energia dirompente di un’artista della sua portata.
In una formula in cui si alternano sapientemente un raffinato divertissement a momenti di toccante riflessione, lo spettacolo, dunque, non si limita ad essere un semplice contenitore dove mescolare svariate forme d’intrattenimento, ma sembra piuttosto essere un armonico e coinvolgente ‘racconto musicale’, dai toni a tratti allegri e a tratti un po’ più malinconici, il cui filo conduttore è la vita stessa della Melato, dalla dimensione più privata a quella artistica. Un racconto in prima persona che la Melato, affiancata da sei ballerini e da un musicista, snocciola, per circa due ore, portando in scena i suoi ricordi, le sue fragilità, la sua immaginazione, nonché tutta la sua sensibilità e la sua ironia, instaurando fin da subito un rapporto intimo e confidenziale tra lei e il pubblico, con il quale ride e scherza, da impeccabile padrona di casa, ma si abbandona anche a languide confessioni. Il risultato è un originale autoritratto con il quale l’attrice gioca a trasformarsi ora in donna solitaria e indipendente, ora in donna fragile e insicura, ora in ‘casalinga disperata’ ora, ancora, in artista felice ed appagata. Difficile, quanto inutile, cercare di stabilire quale sia di queste la Melato più autentica…
Regia: Giampiero Solari; Testo: Vincenzo Cerami, Riccardo Cassini, Mariangela Melato, Giampiero Solari; Interprete: Mariangela Melato; Corpo di ballo: Marco Bebbu, Stefano Benedetti, Tony B., Emanuele Pinna, Paolo Sabatini, Marcello Sacchetta; Musiche originali, arrangiamenti, orchestrazioni: Leonardo De Amicis; Coreografie: Luca Tommassini; Scene: Marcello Jazzetti; Realizzazione video: Cristina Redini; Costumi: Francesca Shiavon; Produzione: Ballandi Entertainment S.p.a.
