Tavola Rotonda su John Fante

Pesaro. All’interno della retrospettiva sul cinema italoamericano, che qui alla 43 Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro sta proponendo opere di autori quali Buscemi e Turturro e di altri meno conosciuti tra cui Marylou Tibaldo Bongiorno e Michael Corrente, si è tenuto una tavola rotonda su una delle figure che in tale ambito ha ricoperto un ruolo di rilevante importanza: John Fante. Autore di romanzi quali Wait Until Spring, Bandini e Ask the Dust, nonché sceneggiatore sia negli USA che in Italia, Fante rappresenta un unicum all’interno del panorama letterario statunitense per la capacità di avvicinarsi alla beat generation americana, grazie alle atmosfere che crea nelle sue opere e alla capacità evocativa che traspare dalle parole e dal suo personalissimo stile, pur rimanendo sempre ancorato al retroterra culturale delle sue origini. Per questo John Fante è un autore che non può essere classificato e che non può essere ristretto in una specifica categoria letteraria, ma che può essere riconosciuto solo e soltanto attraverso la sua firma.
La Mostra di Pesaro per rendere omaggio a questo personaggio ha presentato il documentario John Fante. Profilo di Scrittore di Giovanna Di Lello. La regista, direttore artistico del festival letterario di Torricella Peligna, Il Dio di mio Padre, dedicato proprio all’autore italoamericano, attraverso un’illustrazione didascalica degli eventi che hanno segnato la sua vita, dalla nascita alla morte, e attraverso le interviste ai figli, alla moglie e ad intellettuali amanti e conoscitori della sua arte, propone un ritratto che cerca di collimare esistenza reale ed esistenza letteraria della PERSONA John Fante. Il film è un vero e proprio omaggio al creatore di Arturo Bandini – personaggio alter-ego dello scrittore; è un viaggio nel tempo e nei ricordi che presenta diverse visioni dell’opera fantiana e svariati racconti della sua vita che rendono chiaro il suo carattere e la sua personalità. Il documentario è anche un atto d’amore per l’autore. Un amore che nel convegno che ha seguito la proiezione è stato confermato dagli oratori. La tavola rotonda, moderata da Franco La Polla, ha infatti presentato un’analisi stilistica e tematica delle opere e dei personaggi da lui creati, mettendo in evidenza la personalità modalità con la quale Fante si inserisce nel panorama letterario mondiale.
Inoltre la discussione è riuscita ad attirare l’interesse del pubblico presente in sala grazie anche al ‘pepe’, sempre apprezzabile all’interno di un evento simile, aggiunto dalle parole di Martino Marazzi, il quale non ha espresso un personale entusiasmo per la lettura di Fante. Entusiasmo invece riscontrabile nei discorsi degli altri relatori. Gli interventi di Francesco Durante, Emanuele Pettener, Lidia Ravera denotavano notevole ammirazione per l’autore italoamericano. Lidia Ravera ha addirittura affermato che autori come Joyce sono grandi autori che sempre ed in ogni parte del mondo otterranno attestati di ammirazione. John Fante invece non si ammira; John Fante si ama.
L’incontro, conclusosi con l’intervento della regista Giovanna Di Lello, ha dunque rafforzato ancora di più la spinta per la riscoperta dello scrittore e soprattutto del personaggio John Fante: un romanziere e sceneggiatore necessario, un artista della parola, un pezzo fondamentale della letteratura che ha saputo superare l’etichetta di italoamericano per diventare Artista universale.
