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Ted

Pubblicato il 12 ottobre 2012 da Marco Di Cesare
VOTO:


Ted

La ricerca dell’edonismo più puro, egoistico principio del piacere verso la vita e all’interno di questa totalmente racchiuso, una prigione che renderebbe qualsiasi esistenza Smaller than life, più piccola addirittura di un vissuto che, nel caso specifico di questo film, è di per sé già alquanto misero. Una contraddizione in termini, quasi, se si considerasse l’esistenza solamente come un percorso la cui unica meta da perseguire è quella della crescita; ma qui, nell’esordio dietro la macchina da presa del Seth MacFarlane de I Griffin, vi è la messa in scena di un contrasto, seppure senza contraddizioni, tra tale crescita e la stasi più disumana.

Giacché protagonista è Ted, un orsacchiotto parlante frutto di un Miracolo di Natale di metà anni Ottanta, quando il suo padroncino John (Mark Wahlberg) vide realizzarsi lo spasmodico desiderio che al suo amichetto Teddy Bear fosse dato il dono della Parola. Gli anni scorrono veloci, nell’ellissi cinematografica: Ted, da fenomeno al centro dell’attenzione mediatica, cade nel dimenticatoio e nella spirale del Vizio, come altri simboli dello Stardom della sua generazione (stelle tutte in carne e ossa, però); e altri anni (tra)passano, fino ai giorni nostri, con i i fraterni John e Ted che di continuo si dilettano nel fumare erba, davanti la televisione, cibandosi di vecchi film, in primis lo scult Flash Gordon, quello prodotto da Dino De Laurentiis nel 1980.
Ted è un completo perdigiorno da salotto, con in più il vizio delle donne; sul suo morbido manto da peluche, neanche un pelo bianco, come se tutti quegli anni fossero passati invano, in ogni senso. John, invece, ha trentacinque anni e nessuna borghese ambizione, se non un lavoro (anche se, invero, non totalmente gratificante) e una splendida fidanzata, una dolce, innamorata donna in carriera di nome Lori (Mila Kunis), un angelo divenuto oramai insofferente a causa della continua e ingestibile presenza di Ted, terzo incomodo nella sua vita di coppia, ombra sul suo avvenire.

È un percorso che si snoda tra la memoria e il suo annullamento, una volta sopraggiunto il presente, il quale sembra non progredire verso un futuro, verso una distanza, una variazione: i giorni divengono, così, tutti uguali; anzi, non possono ’divenire’, poiché, rimanendo uguali l’uno all’altro, ’sono’, ma senza poter essere nient’altro.
Eppure la messa in scena tipicamente cinematografica con difficoltà può fare a meno di una qualsivoglia progressione: e qui tale movimento coincide con un progresso, probabilmente di stampo occidental-liberistico-americano, che ha come unica opportunità quella di lavorare ed entrare a fare parte di un Sistema, ma anche, allo stesso tempo, la forse inevitabile necessità di crescere. Ma di Crescere veramente, definitivamente abbandonando la propria adolescenza dietro le spalle, non importa quanto bella e senza pensieri possa essere stata, assumendosi delle responsabilità, per sentirsi (diversamente) vivi, esistenti e non esistiti: soprattutto, con la volontà di diventare diversi, abbandonandosi fra le braccia del cambiamento, prendendo finalmente e forse definitivamente coscienza della propria vita.
Così Ted imprime sullo schermo il tempo di un ricordo, oltre che i ricordi del tempo (oramai) trascorso: in questo modo si spiega l’insistenza su Flash Gordon e altre amenità di quegli anni, certificando l’infanzia che ritorna in età adulta e tutta la permea, fino al culmine dell’apparizione in carne e ossa di Sam J. Jones, protagonista di quel vecchio film del 1980: un uomo che, in Ted, diviene simbolo dell’incrocio tra Sogno e Realtà. Senza dimenticarsi poi dell’apparizione di taluni personaggi nei panni di loro stessi, come, per esempio, Norah Jones (nelle sue abituali vesti di cantante): anche lei un fantasma giunto da un luogo altro, nel caso specifico quello della realtà, quel presente che staziona al di fuori dello schermo. Tutto ciò concorre a donare alla pellicola di MacFarlane un certo equilibrio tra i due mondi della Finzione e della Realtà, tra attori in carne e ossa e altri in peluche, ma digitalmente resi più veri del Vero.

È una commedia ammiccante, Ted, come un pugno nell’occhio: un colpo che lascia di certo il segno, regalando corrosive perle a destra e sinistra, gioco e divertimento diretti contro tutto e tutti, come e meglio de I Griffin o di altre serie animate di MacFarlane, altre ’falsità’ - poiché non filmate dal vivo - che hanno cercato di essere più vere del vero, altri incroci di mondi, continue riproposizioni, con certune variazioni, dell’universo creato da MacFarlane e dai suoi collaboratori, tra l’altro tutti ispirati da I Simpson.
Ted, però, un po’ troppo si addolcisce nel finale, dopo che, tuttavia, lungo già l’ultimo suo terzo qualche colpo di troppo aveva cominciato comunque a perderlo, malgrado fosse in ogni caso riuscito a mantenere un profilo ricco d’ironia. E l’orsacchiotto (il quale, nella versione originale, ha la voce dello stesso MacFarlane), è uno sboccato adulto-non-adulto di pezza in stile Muppet, corpo falsamente umano, ripreso da una regia spesso ispirata che punta su fisicità, volgarità, battute e vicende al fulmicotone.
Negli Stati Uniti è già stato annunciato un sequel per Ted: purtroppo, secondo noi, a prescindere, giacché, almeno per una volta MacFarlane e i suoi Studios avrebbero potuto preservare l’unicità di un’opera, senza ripetere all’infinito la partitura creata, pur con tutte le più o meno lievi variazioni del caso.


CAST & CREDITS

(id.); Regia: Seth MacFarlane; sceneggiatura: Wellesley Wild, Alec Sulkin e Seth MacFarlane; fotografia: Michael Barrett; montaggio: Jeff Freeman; musica: Walter Murphy; interpreti: Mark Wahlberg (John Bennett), Mila Kunis (Lori Collins), Joel McHale (Rex), Giovanni Ribisi (Donny), Jessica Barth (Tami-Lynn), Sam J. Jones (sé stesso), Norah Jones (sé stessa), Patrick Warburton (Guy), Ryan Reynolds (Jared), Tom Skerritt (sé stesso); produzione: Fuzzy Door Production, Bluegrass Films Production e Smart Entertainment Production; distribuzione: Universal Pictures Italia; origine: Nazione, anno; durata: 106’; web info: sito ufficiale.


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