TFF ’03 - CONCORSO LUNGOMETRAGGI - NADAR SOLO

Chi è Martin, il protagonista di Nadar solo? E’ il prototipo dell’adolescente argentino oppure è il modello del figlio di famiglia benestante che si trova perso nel mare di notte a nuotare da solo e incapace di risalire la corrente?
Martin non è il giovane voglioso di vivere la propria età. Non ride e non ha intenzioni. Ma non è neanche il rappresentante della scriteriata gioventù bruciata, non agisce, tutto qua. E’ semplicemente solo, anche quando cena in famiglia, quando passa il tempo con gli amici, magari suonando la batteria in un garage con la sua band. Chi lo osserva, ad esempio il pubblico in sala, non riesce a capire le sue difficoltà esistenziali, questo stato di eterna paralisi.
Acuna esibisce una realtà senza spiegarla. Il ventisettenne regista argentino parla ancora, si fa per dire visto il mutismo del protagonista, la lingua degli adolescenti, e se ne fa interprete con la stessa presunzione, quella di chi pensa che sia inutile dare spiegazioni agli adulti su ciò che si agita dentro la mente e il cuore di un giovane ragazzo. E forse, a pensarci bene, non ha tutti i torti se i padri hanno impegnato il loro tempo a nascondere cadaveri nell’oceano e poi a dissipare le ricchezze della nazione fino a portarla alla bancarotta.
[dicembre 2003]
Cast & Credits:
regia: Ezequiel Acuña; sceneggiatura: Ezequiel Acuña, Alberto Rojas Apel; fotografia: Octavio Lovisolo; montaggio: Sergio Flamminio; musica: Jaime Sin Tierra, Marcelo Ezquiaga; interpreti: Nicolás Mateo, Santiago Pedredo, Antonella Costa, Tomás Fonzi, Mónica Galán, Manuel Callán; produzione: Diego Dubcovski, Daniel Burman, Ezequiel Acuña; origine: Argentina 2003; durata: 102’.
