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The Art of Negative Thinking - Concorso - Tff 2007

Pubblicato il 27 novembre 2007 da Antonio Valerio Spera


The Art of Negative Thinking - Concorso - Tff 2007

Rimasto disabile dopo un’incidente, Geirr passa la sua vita su una sedia rotelle. La sua esistenza sembra aver perso ogni senso e l’uomo si lascia trascinare da un totale pessimismo. La moglie Ingvild decide allora di affidarsi ad un gruppo di sostegno ed organizza a casa una giornata di confronto e di riflessione.
Presentato in competizione al festival di Torino, The Art of Negative Thinking è una dark comedy divertente che riflette sulla diversità e sull’amore. Quali speranze possono ravvivare una vita che all’apparenza dà solo problemi e non trova più spiragli di felicità? L’implosione nella propria tristezza e nella propria rabbia può essere l’unica soluzione per un’esistenza che ha ormai perso la sua normalità? Il regista e sceneggiatore norvegese Bård Breien, al suo primo lungometraggio, cerca di rispondere a queste domande attraverso una dimostrazione per assurdo che giunge ad una conclusione in alcun modo banale.
Ciò che l’opera vuole esprimere non è la morale scontata ‘vale sempre la pena di vivere’ ma: ‘la gioia di vivere arriva con l’accettazione dei propri difetti attraverso il confronto con i limiti altrui’.
The Art of Negative Thinking è un dramma da camera strutturato in un’unità di tempo e di spazio che crea un microcosmo in cui vita e morte, felicità e malattia, normalità e diversità sono i fattori di un’equazione che necessita di diversi passaggi prima di poter essere risolta. Il regista norvegese mette in scena situazioni assurde, condite di sarcasmo e cattiveria. Il film, nonostante tratti un argomento fortemente drammatico, rimane costantemente su un tono da commedia suscitando risate con gag e dialoghi che non tralasciano mai una sostanziale amarezza di fondo. La sceneggiatura si colora di toni grigi e sfumati, scherzando senza nessun pudore sulla tragedia delle diversità, ma evitando sempre la presa in giro e l’offesa. In ciò l’autore dimostra di saper giocare benissimo con la leggerezza: accarezza i personaggi senza compassione facendo trapelare solo dolcezza e rispetto nei loro confronti.
Il clima algido norvegese è lo scenario perfetto per questa storia. La Norvegia così come gli altri stati scandinavi sono i paesi con il maggior tasso di suicidi del mondo. Il film offre un quadro preciso di quest’aspetto e descrive un’atmosfera di angoscia, di disperazione e di rabbia che trova una speranza finale in una fetta di torta in compagnia e nei raggi di sole che illuminano il giorno dopo una notte di sfoghi e di confessioni.
Interpretato da attori straordinari e diretto con passione e divertimento da Breien, il quale riesce a giocare perfettamente con i contrari, l’opera mostra eleganza nelle inquadrature ed è cadenzata da un ritmo veloce che non permette mai al racconto di prendersi una pausa. Splendida tra tutte la sequenza della roulette russa, esplicito omaggio a The Deer Hunter di Cimino.
Applausi, commozione e risate durante e dopo la proiezione, per un film che sembra rappresentare qualcosa di più grande della vita, ma che invece è la vita stessa. Nonostante il festival sia appena iniziato possiamo già affermare cheThe Art of Negative Thinking si candida prepotentemente per la vittoria finale.


CAST & CREDITS

(Kunsten å Tenke Negativt); Regia: Bård Breien; sceneggiatura: Bård Breien; fotografia: Gaute Gunnari; montaggio: Zaklina Stojcevska; musica: Stein Berge Svendsen; interpreti: Marian Saastad Ottesen (Marte), Fridjov Saheim (Geirr), Kirsti Eline Torhaug (Ingvild), Per Schaaning (Asbiørn), Henrik Mestad (Gard), Kari Simonsen (Lillemor), Kjesrti Holmen (Tori); produzione: Maipo Film & TV Produksjon AS; origine: Norvegia; durata: 79’.


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