George Clooney: il mio è non è un film politico ma morale

Le Idi di Marzo è stato accolto dalla stampa con molti applausi. Un’apertura importante per la 68° Mostra di Venezia, impreziosita ovviamente dalla presenza del regista-attore George Clooney e dal cast del film, composto da Philip Seymour Hoffman, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood e Paul Giamatti. Unico grande assente di questa giornata inaugurale, il vero protagonista della pellicola, Ryan Gosling, ancora una volta autore di una performance rimarcabile.
George Clooney, è tornato ad un film politico…
G.C.: Non considero Le Idi di Marzo un film politico. E’ più che altro un film sulla moralità, era questo che volevo. Non mi interessava il contesto, potevo anche scegliere di ambientare il racconto nel contesto di Wall Strett anziché quello politico. Quando cercavamo la storia giusta per un nuovo film, parlavamo di un film “morale”. Poi abbiamo visto questa piéce teatrale con questi personaggi incredibili, e ci siamo detti che erano l’ambientazione e la storia giuste.
Secondo lei come reagiranno in America repubblicani e democratici?
G.C.: E’ la prima volta che mostriamo il film, non so quale sarà la reazione. Staremo a vedere. In ogni caso non credo ci saranno reazioni particolari, non racconto niente di nuovo nel film, le cose in politica vanno avanti così dai tempi di Giulio Cesare.
La seduzione è un elemento importante nel film…
G.C.: La politica è e deve essere per forza molto seducente e questo aspetto viene sottolineato molto nel film, in effetti è una grande fetta della storia.
Paul Giamatti: E’ un discorso interessante, il mio personaggio ha molto a che fare con la seduzione, utilizza le parole per sedurre. E’ così tutto il gioco politico, che è quasi sexy in America. Il film dà l’idea di questo.
Evan Rachel Wood: Tutti possono essere manipolati e sedotti, è un fattore umano ed in fondo è anche un bel modo per ottenere quello che si vuole.
Clooney, perché il titolo Le idi di marzo?
G.C.: Il film è ambientato nel mese di marzo e credevamo inoltre che alcuni aspetti della storia ed alcuni argomenti fossero molto scespiriani, ma lasciamo allo spettatore la decisione di chi sia Cassio, Bruto o Giulio Cesare.
Come è riuscito a mettere insieme questo cast eccezionale? Per il ruolo del protagonista ha pensato subito a Ryan Gosling?
G.C.: Avevamo una sceneggiatura che attirava molto gli attori e siamo stati fortunati ad avere questo cast. Quando poi lavori con attori simili, il lavoro diventa decisamente più facile. Per quanto riguarda Ryan, abbiamo pensato subito a lui, gli abbiamo mandato il copione e lui ha accettato subito.
Consiglierebbe a Strauss-Kahn di vedere il film? Non consiglio nulla a Strauss Kahn. Non farò commenti a riguardo. Ogni paese ha qualche scandalo sessuale a cui può riportarsi vedendo il film a non voglio dare consigli a nessuno.
L’idea del film risale a qualche anno fa giusto? Noi eravamo in preproduzione nel 2007 ma poi è stato eletto Obama e ci siamo resi conto che non era il film per quel momento. L’anno scorso poi mi sono detto: ora è il momento.
