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THE PRODUCERS: UNA GAIA COMMEDIA NEONAZISTA

Pubblicato il 17 marzo 2006 da Andrea Di Lorenzo


THE PRODUCERS: UNA GAIA COMMEDIA NEONAZISTA

Un impresario ormai in declino e un piccolo represso ragioniere decidono di collaborare nella produzione di un musical per Broadway. Cosa c’è di strano? Che fanno di tutto perchè sia un flop colossale! Scelgono uno dei peggiori copioni mai scritti, un pamphlet neonazista intitolato Springtime for Hitler (Primavera per Hitler), assumono il regista più sbagliato che si potesse scegliere, un gay appassionato di travestitismo, e vanno in scena. Sfortunatamente la piéce è un successo, la gente acclama i produttori ma loro sprofondano nel baratro della disperazione... Perchè il loro scopo era quello di frodare il fisco dichiarando bancarotta dopo la prima serata, in maniera tale da incassare i soldi racimolati per produrre il musical. Un milione di dollari ciascuno.

La storia non vi sembra nuova? E infatti non lo è. Premio Oscar per la sceneggiatura nel 1968, The Producers: Una gaia commedia neonazista, è il remake di una delle più famose commedie di Mel Brooks: Per Favore non toccate le vecchiette (The Producers), primo successo per uno dei registi comici più grandi di sempre.

Di fronte ad un remake si è sempre un pò prevenuti. Di fronte ad un remake di un film di Mel Brooks lo si è ancora di più. Se poi il film in questione è un musical... beh, allora i fan di Melvin Kaminsky possono pure evitare di pagare il biglietto del cinema e tirare fuori la versione sessantottina di The Producers, stendersi sul divano e passare una allegra serata nel salotto di casa. Perchè quello che si troveranno davanti si distanzia anni luce da quell’icona comica che è stato l’incipit della carriera di Brooks. La versione odierna di The Producers è infatti il remake della rivisitazione in chiave musical della prima versione del film. Adattato nel 1998 dallo stesso regista, con alcune aggiunte all’originale, il musical riscuote un forte successo di critica e pubblico, tale da portarlo a vincere ben 12 Tony Awards.

Il film richiama alla memoria (e si rende portatore di memoria passata e presente) i vecchi film di genere della MGM, quelli di Gene Kelly, ma ricorda anche le performance della coppia danzerina per antonomasia Astaire-Rogers e c’è anche il tempo per citare Jailhouse Rock con Elvis Presley. Susan Stroman, alla sua prima regia cinematografica ma già regista e coreografa della versione broadwayana, ha intenzionalmente ricreato un’atmosfera molto vicina a quella dei grandi musical del passato, dichiarando di volersi ispirare direttamente a quel capolavoro che è Cantando sotto la pioggia. Un grande aiuto le danno gli scenografi: la New York del 1959 è ricostruita mattone su mattone nei grandi Steiner Studios, e la maggior parte delle scene sono girate in interni, come nella migliore tradizione classica.

Le 22 canzoni presenti nel film sono irriverenti e piacevolissime ma la vera sorpresa del film sono gli attori, in particolare quelli non protagonisti. Uma Thurman e Will Ferrell sono infatti perfetti per i ruoli che ricoprono (la svedesona Ulla e il nazi-drammaturgo Liebkind) e la loro bravura mette in ombra i due protagonisti, Nathan Lane e Matthew Broderick (rispettivamente il produttore Max Bialystock e il ragioniere Leonard Bloom), che devono (purtroppo) misurarsi con i loro antesignani: Zero Mostel e Gene Wilder, veri cavalli di battaglia del film originale. Specialmente Broderick risulta alquanto forzato nel suo tentativo costante di avvicinarsi alla prova attoriale di Wilder. E’ quasi fastidioso in quei suoi scatti di nervi così inverosimili e mal gestiti. In questi casi, quando alle spalle hai qualcuno più grande di te, l’unica cosa che puoi fare è re-interpretare a tuo modo la parte, non copiarla pedissequamente. Cosa che infatti avviene dopo il primo duetto tra Lane e Broderick, vero e proprio punto di rottura tra il vecchio film e gli spettatori, i quali, risvegliati da un fastidioso senso di dejà vù, vengono finalmente spronati a vedere il film per quello che è: un musical! Ed anche piacevole...

(The Producers) Regia: Susan Stroman; soggetto: Mel Brooks; sceneggiatura e libretto: Mel Brooks, Thomas Meehan; fotografia: John Bailey, Charles Minsky; montaggio: Steven Weisberg; musica: Mel Brooks; scenografia: Mark Friedberg; costumi: William Ivey Long; coreografie: Susan Stroman;interpreti: Nathan Lane (Max Bialystock), Matthew Broderick (Leopold Bloom), Uma Thurman (Ulla), Will Ferrell (Franza Liebkind); produzione: Mel Brooks, Jonathan Sanger per Columbia e Universal; distribuzione: Sony Pictures; origine: USA, 2006; durata: 134’; web info: sito ufficiale.

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