The Sentinel

La distrazione dello sguardo. Questa definizione calza a pennello all’ennesimo, rutilante, caotico circo messo in scena dalla macchina di produzione hollywoodiana sulle ceneri di un genere stanco e abusato come quello sul complotto per uccidere il presidente degli Stati Uniti d’America, una paranoia che poteva avere un senso in epoche politicamente più isolazioniste e individualiste come gli anni ottanta e novanta ma che oggi, dopo l’undici settembre, con la diffusione del panico globale per il terrorismo internazionale, lascia spazio a paure più catastrofiche e universali (lo scontro tra civiltà, il “Fantasma” delle armi di distruzione di massa). Il romanziere Gerald Petievich, cui la storia di The Sentinel è stata praticamente commissionata visto che i diritti del romanzo erano stati comprati dalla Furthur Films prima della sua pubblicazione, ha invece optato per uno schema piuttosto classico, con lo stimato e integro agente dei Servizi Segreti (un Michael Douglas agli ultimi sprazzi di machismo) che ha alle spalle un passato da eroe, avendo salvato venti anni prima la vita a un presidente degli Stati Uniti, e che ora protegge, rispettato e riconosciuto da tutti i colleghi, l’attuale First Lady. Intorno a questo personaggio, alla cui impeccabile etica professionale si contrappone qualche cedimento come essere umano (la relazione clandestina con la moglie del presidente che, ovviamente, è una donna trascurata e sola tanto per rendere il peccato meno grave!) e un conseguente comportamento contraddittorio e misterioso, viene pesantemente articolata una faragginosa vicenda di talpe interne ai Servizi Segreti e di ex -terroristi russi del KGB(!) che si fa seguire con molta fatica sia dalla mente che dallo sguardo. Clark Johnson, regista di chiara formazione televisiva alla sua seconda pellicola dopo il più adrenalitico e convulso S.W.A.T., sembra essere consapevole della debolezza del racconto e prova ad intervenire traducendo in immagini dinamiche e in effetti sonori stereofonici il fango nel quale tutti, sia i buoni sia i cattivi, sembrano essersi impantanati. In una scena impropriamente comica, durante un intervento del presidente americano al G8 di Toronto, il luogo deputato per l’attentato mortale, a un certo punto tutti i personaggi principali si ritrovano in scena e la First Lady interpretata da Kim Basinger si alza in piedi e dice “La parola d’ordine è Crystal”. Questa battuta enigmatica permette alla vicenda di proseguire, ma ciò che fa sorridere teneramente è proprio la figura di Kim Basinger, non il personaggio, ma l’attrice, anche lei coinvolta in questa faccenda di spie e agguati senza crederci più di tanto e senza averci neanche capito molto, chiamata a pronunciare una frase scollegata dalla sua mente assente, distante. Se infatti le interpretazioni di Michael Douglas, Kiefer Sutherland e Eva Longoria(“casalinga disperata” capitata lì per caso a fare l’agente segreto) sono grigiamente professionali, Kim è la perfetta allegoria dello spettatore distratto che si lascia scorrere addosso i tanti nomi e i tanti fatti che si susseguono e che si accavallano, e che alla fine come un demiurgo paradossalmente inconsapevole dice la frase rivelatrice, prima di scomparire, frastornata e intontita dal suono degli spari, nella sua torre-prigione. E la scena di lei malinconicamente incastonata tra i vetri della finestra della Casa Bianca che sparisce tra una serie di dissolvenze in lontananza è il momento più toccante della sua liason con Douglas, molto più dei loro opachi incontri romantici. Se solo Johnson e Petievich avessero rischiato, puntando non su una pasticciata storia di spie, ma sul melodramma di una desperate First Lady.
(The Sentinel) Regia: Clark Johnson; Sceneggiatura: George Nolfi dal romanzo di Gerald Petievich; Direttore della fotografia: Gabriel Beristarin; Scenografia: Andrew Macalphine; Montaggio: Cindy Mollo; Interpreti: Michael Douglas, Kiefer Sutherland, Eva Longoria, Kim Basinger, Martin Donovan, Clark Johnson; Produttore: Michael Douglas, Marcy Drogin, Arnon Milchan; Distribuzione Italiana: 01 Distribution; Origine: Usa 2006
